“Per il Maltempo ho già firmato 9 decreti per lo stato di emergenza. Aspetto la Regione Veneto aspetta i soldi, almeno 100 milioni di euro. Con tutte le tasse che paghiamo, avremmo diritto a ben più di 100 milioni”. Lo ha affermato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, facendo un bilancio dei danni del Maltempo, da Cortina al litorale veneto. “Il Cavallino, nel litorale di Jesolo, ha perso 1300 pini, 3 persone sono state ricoverate in rianimazione e sono stati 58 i feriti. Abbiamo avuto anche una ministra tedesca che è stata operata con traumi vertebrali e toracici. È andata bene – ha chiosato Zaia, a margine di un’inaugurazione in Cansiglio (BL) -, ringraziando Dio”. “I pini marittimi del Cavallino erano secolari e sono caduti sopra le tende, i camper, hanno danneggiato numerose case mobili; è stata una devastazione”, ha concluso Zaia.
“Non possiamo sfidare la natura con nuovi cantieri, ai piedi delle frane, come quelli che vedo in val Boite e, in particolare, tra San Vito di Cadore e Borca di Cadore. Possono essere anche regolari, ma certo destano perplessità le nuove costruzioni in siti a rischio”. Lo ha dichiarato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, a margine dell’inaugurazione, in Cansiglio (BL), di un’area camper. “Faccio un appello alle amministrazioni comunali affinché vigilino sulla costruzione di strutture compatibili con l’ambiente – ha detto Zaia -. Percorrendo la strada Alemagna, lungo la Val Boite, io continuo a vedere gru sotto le aree delle frane a Borca di Cadore, San Vito, nei pressi di Cortina – ha aggiunto -. Ricordo solo che a San Vito di Cadore 200 anni fa sono morte 247 persone; quello è tutto un versante in movimento”. “Non possiamo sfidare la natura e bisogna cominciare a dire qualche no – ha proseguito il governatore veneto -. Non si può sempre pensare che davanti ad una montagna che si sta muovendo, e noi sappiamo che lo sta facendo, si possa continuare a costruire. Si pensi – ha poi esemplificato Zaia – alla frana di Borca di Cadore, che è una montagna nella montagna che viene giù. Prima o poi è ovvio che andrà verso il Boite”. Il governatore ha concluso affermando di sperare che arrivino le opere per la messa in sicurezza di Acquabona, “facendo in modo che la frana, se cade, vada sopra la Statale Alemagna e si possa transitare sotto con una galleria paramassi”.


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