Ricerca: sulla Stazione Spaziale l’esperimento SERISM per la cura dell’osteoporosi

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E’ in corso, come noto, la Missione VITA (Vitality, Innovation, Technology, Ability), la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana: durante la sua permanenza sulla ISS, Paolo Nespoli avrà il compito di seguire oltre 200 esperimenti di cui ben 11 selezionati dall’ASI, la gran parte dei quali biomedici e il resto tecnologici. Tra questi l’esperimento SERISM  che ha lo scopo di verificare il ruolo degli endocannabinoidi (lipidi prodotti dalle cellule staminali) nelle alterazioni del metabolismo osseo con lo scopo di identificare potenziali marcatori terapeutici nei processi degenerativi, mediante la riprogrammazione di un nuovo modello di cellula staminale umana, derivato dal sangue. L’esperimento servirà per contrastare la perdita di massa ossea riscontrata negli astronauti durante il volo e anche contro l’osteoporosi nelle persone anziane, nelle donne in menopausa ed in tutte le patologie associate all’osteogenesi. Il responsabile dell’esperimento è Mauro Maccarrone, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Le attività previste per l’esperimento SERISM sull’ISS – spiega Maccarrone – sono state eseguite per prime e con successo da AstroPaolo, l’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli. Le cellule staminali isolate dal mio sangue sono state ‘rieducate’ da AstroPaolo a produrre tessuto osseo come previsto dal protocollo e sono state messe al sicuro in un congelatore dell’ISS. Mi verranno riconsegnate al Campus Bio-Medico intorno alla seconda metà di settembre, visto che il rientro della navicella Dragon è previsto per il 17 dello stesso mese. A quel punto con i miei collaboratori contiamo di procedere speditamente con le analisi di laboratorio dei campioni, per sapere entro alcune settimane se la strada verso un miglioramento del trattamento dell’osteoporosi si sarà accorciata almeno un po’. Tale informazione, preziosissima per contrastare uno dei problemi di salute più rilevanti nello Spazio, sarà un’utile guida per approntare un nuovo studio clinico sui malati di osteoporosi sulla Terra, stimati in centinaia di milioni e prevalentemente donne.