Siccità: i riti legati alla pioggia più significativi in Italia

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Tutti i riti legati alla pioggia iniziano con l’apparire delle prime società agricole, quando l’uomo si stabilisce e diventa agricoltore. E’ allora che si accentua la sua dipendenza nei confronti della natura. I riti, dunque, si affermano con la sedentarizzazione e la fine del nomadismo.

I riti legati alla pioggia sono particolarmente diffusi in Italia, in quanto il nostro Paese proviene da una tradizione agricola dove la pioggia era essenziale per l’economia della società, garantendone la sopravvivenza.

Ogni regione ha un suo Santo deputato alla pioggia: in Salento, ad esempio, ha luogo, nei periodi di siccità, l’Antica Processione degli Alberi in cui i fedeli portano il quadro di San Pietro in Bevagna dal Santuario a Manduria, insieme con rami e tronchi d’albero. Il quadro viene ospitato presso la Chiesa Madre, esposto ai fedeli assieme alla statua di San Gregorio e dell’Immacolata, in attesa dell’arrivo della pioggia.

In Calabria ci si rivolge ai Santi pluviali, San Leo, patrono di Bova e a Riace i Santi Cosma e Damiano, portati in processione sino al mare; in Sicilia, invece, i fedeli portano in processione, per le vie cittadine, la Madonna di Odigitria o dell’Itria affinchè protegga i raccolti minacciati dalla siccità. In Sardegna e in Corsica ha luogo una pratica antica, risalente al Nuragico, forse un antico ricordo di sacrifici umani per la pioggia, apportatrice di vita. A Bolontana in una notte di novilunio si prendevano dal cimitero un numero dispari di crani e si immergevano in acqua, per poi rimetterli al loro posto una volta iniziata la pioggia, altrimenti si sarebbe causato un naufragio.