Per migliorare l’impianto normativo varato dopo il sisma del 2016 che ha colpito il Centro Italia, “stiamo lavorando ad un testo coordinato”: lo ha detto in conferenza stampa, ad un anno dal sisma, il commissario straordinario Vasco Errani, che a settembre lascerà l’incarico. “Mi sono assunto sempre le responsabilità e ho sempre dimostrato il mio senso delle istituzioni; l’impianto c’è e adesso si costruisce, con un percorso che diffonderà la gestione e con il protagonismo del territorio che sfrutterà quelle opportunità grandi che sono a disposizione dell’impianto della ricostruzione”, ha sottolineato Errani, rispondendo alle domande dei giornalisti.
“Stiamo lavorando ad un testo coordinato”, ha spiegato; “ma – ha aggiunto Errani – debbo chiarire un punto: una cosa è l’impianto che sancisce chi ha diritto e a che cosa, una cosa è l’impianto che definisce come il diritto viene esercitato, e questo c’è; dopo di che occorrerà un processo di progressivo aggiustamento, ecco perché il territorio”. Che “quando parliamo di ricostruzione, il singolo intervento sul singolo edificio ha delle specificità che richiedono una risposta: ecco il territorio”. Mentre “al testo unico ci stiamo lavorando”.
Riguardo ai tempi della ricostruzione e alle polemiche sui ritardi, il commissario ha risposto: “Io capisco, ma vi invito ad una riflessione: andate ad Accumuli o Castelsantangelo sul Nera, o in qualsiasi comune, e vedrete cosa significa fare le casette, qual è l’impegno di urbanizzazione, si tratta di territori difficilissimi”. “Non per evitare critiche – ha proseguito – ma diamo il senso di un percorso che è complesso. La mia risposta a cosa avrei voluto fare? Tutto in tempi più rapidi. Ma qui facciamo i conti con una struttura che non viene da oggi ma dalle nostre spalle, l’indebolimento storico della struttura pubblica in questi territori è un dato oggettivo, tenete conto di questa dialettica, guardate ciò che è successo prima, criticate pure ma diamo speranza alle persone”.
Perché – ha ricordato Errani – “per la prima volta nella storia dei terremoti oggi i cittadini sono sicuri che le risorse ci sono, potranno protestare davanti al Parlamento per altre cose, ma non come è successo in tutti gli altri terremoti perché non era certo il finanziamento. Cercheremo di dare più servizi, più qualità, ma diamo alle persone queste certezze: le risorse ci sono”.
