Terremoto, architetti: “La Carta d’Identità del manufatto edilizio è un ottimo strumento di prevenzione”

“Il tema generale della prevenzione e’ un valore che puo’ arrivare ad essere tra le 20 e le 100 volte inferiore a quello che si spende per far fronte ai danni”. Per questo la Cime, la ‘Carta d’identita’ del manufatto edilizio’, “puo’ essere la soluzione per garantire la prevenzione e la sicurezza delle persone del patrimonio architettonico“. A sostenerlo Alessandro Ridolfi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, contattato dall’agenzia Dire. “Sono diverse le azioni dell’Ordine degli Architetti di Roma sul tema della messa in sicurezza del patrimonio edilizio– continua Ridolfi- Abbiamo istituito un gruppo di lavoro sul terremoto ed abbiamo quindi elaborato la Cime, ovvero la Carta d’identita’ del manufatto edilizio“, definito uno strumento che contiene informazioni specifiche di tipo identificativo.

La Cime, per Ridolfi va “in qualche maniera ad aggiungersi al tema del fascicolo del fabbricato, un documento statico, che raccoglie i dati, in parte superato“. Il fascicolo del fabbricato secondo il presidente dell’ordine “e’ piu’ statico, la Cime e’ dinamica, permette di avere una documentazione che dovrebbe essere utile per dare le caratteristiche tecniche dello stato del patrimonio“. Sono, queste, “informazioni che i comuni dovrebbero avere. È necessario, puo’ dare caratteristiche importanti. È importante avere informazioni su un edificio magari costruito 50-100 anni fa, e’ un elemento dinamico sullo stato attuale del patrimonio. Il Cime nasce nella nostra istituzione, da un gruppo di lavoro fatto da tanti architetti, che si sono messi a disposizione“.