La messa in sicurezza sismica dell’Italia ha un costo che oscilla da un minimo di 36,8 miliardi e puo’ arrivare a oltre 850 miliardi, a seconda della tipologia costruttiva degli edifici e della classe di rischio del comuni in cui sono stati costruiti. La stima e’ contenuta nel rapporto finale di Casa Italia, la struttura di missione affidata al rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone, e ora arrivata al termine del mandato ricevuto dal governo, pubblicato da Il Sole 24 Ore.
Casa Italia ha calcolato che applicare il sismabonus ai soli edifici in muratura portante che si trovano nei 648 comuni piu’ pericolosi richiederebbe allo Stato un costo di quasi 25 miliardi di euro “sotto forma di minori imposte”. Nel rapporto c’e’ anche una stima delle risorse che servono – circa 125 milioni – per muovere i primissimi passi: una vasta attivita’ di diagnosi sull’esistente e una dimostrazione pratica di come attuare gli interventi, attraverso alcuni cantieri-pilota.
