”La gente e’ esasperata, ieri ho dovuto chiamare i carabinieri perche’ non accettavano nemmeno che abbattessimo un albero per il cantiere delle Sae. Le scosse continuano, anzi oggi il sisma di 3.3 delle 5:44 ha avuto epicentro proprio qui, a Caldarola, e i media che fanno? Ci ignorano, noi, l’entroterra di Macerata e direi tutte le Marche. Con il massimo rispetto per Amatrice e Norcia, non e’ che si puo’ andare avanti cosi’: zero visibilita’ significa zero potere dove si decide, e l’ho ricordato anche a Errani, stamattina quando mi ha chiamato”. Luca Giuseppetti, il sindaco di Caldarola (Macerata) – mille abitanti ancora sfollati e la zona rossa ridotta solo del 25% – e’ ”arrabbiatissimo” con il sistema dell’informazione, e con il ”cono d’ombra” che insegue il ‘suo’ Terremoto. ”Noi qui, mi scusi l’espressione, siamo con il ‘c… per terra’ – dice all’ANSA – e se non velocizziamo gli interventi per la rimozione delle macerie, la ripresa dell’economia e il recupero dei beni culturali siamo finiti”.
”La gente e’ stanca, non ci crede piu’ che ce la possiamo fare, e noi sindaci continuiamo a fare il parafulmine di scelte calate dall’alto”. A Caldarola si stanno montando 41 casette, che saranno consegnate ad altrettante famiglie entro il 10 ottobre; altre 63 ”dovremmo riuscire a consegnarle entro dicembre”. ”Negli alberghi della costa – racconta il sindaco, a sua volta terremotato – ho ancora 170 persone, altre 350 sono tornate in paese, ma mille abitanti li ho ancora sparsi fuori Caldarola”. Qualche attività produttiva ha riaperto i battenti, c’e’ l’appalto per il nuovo centro commerciale, e i lavori ”cominceranno a settembre”, ma la viabilità e’ ancora compromessa e la rimozione delle macerie ”ha riguardato solo la vecchia scuola e i resti di alcune abitazioni di via Roma, la via principale”. C’e’ poi il problema del nuovo Municipio, destinato a sostituire quello inagibile: ”la Regione Emilia Romagna ci ha messo a disposizione 500 mila euro, ma la mia Regione, le Marche, non ha ancora autorizzato l’esproprio dell’area per la lottizzazione”. Qualche buona notizia c’e’, come il riconoscimento di bene culturale simbolo della ricostruzione del Castello Pallotta, il palazzo cinquecentesco del cardinale Evangelista Pallotta, che vanta meravigliosi affreschi. Ma per Giuseppetti ”il bicchiere resta mezzo vuoto”. Quanto alla futura governance del sisma, ”se cambiano modello e’ bene che diano piu’ poteri alle Regioni e possibilmente ai sindaci, che conoscono le esigenze dei loro territori”. Con Errani il rapporto e’ stato ”di sincera stima”, ma il prossimo commissario ”deve essere un tecnico, non un politico. Magari un ingegnere, e non, che so, un farmacista come me”.


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