“Ad un anno dal terremoto i geomorfologi italiani sono preoccupati. Nessuna azione di monitoraggio in continuo e nessuna misura di prevenzione contro i rischi geologici futuri e’ stata messa in atto“. E’ forte la denuncia di Gilberto Pambianchi, presidente nazionale dei Geomorfologi Italiani e docente dell’Universita’ di Camerino, a un anno dal sisma che ha colpito Amatrice e non solo.
“Di morti, in Italia, negli ultimi 110 anni ne abbiamo avuti piu’ di 110.000. Un numero pesante di perdite di vite umane. Due sono i punti fondamentali che suggeriamo: prevenzione, sicurezza del territorio e rilancio economico attraverso il turismo paesaggistico. La sicurezza del territorio dell’Italia centrale- ha proseguito Pambianchi- deve passare attraverso misure di Prevenzione che prevedono ad esempio il monitoraggio dei versanti e dei fondovalle. Nei versanti assistiamo alla riattivazione di numerose grandi frane, in roccia e nei detriti e molte di queste interessano strade principali. Non sappiamo se altre frane possano essere riattivate considerato anche il fatto che gli ultimi mesi estremamente siccitosi stanno per ora limitando questo rischio”.
Per Pambianchi “anche il regime idrologico di corsi d’acqua e sorgenti risulta modificato e le conseguenze future di questi cambiamenti (che sono ancora in atto) sono ancora da valutare. Se non si da’ la sicurezza, si rischiano vite oltre al danno economico legato al turista che non torna. Anche la cartografia Geomorfologica, oltre al monitoraggio e’ fondamentale. La cartografia serve anche ad evidenziare le eccellenze scientifiche e didattico/divulgative del paesaggio, e attraverso il paesaggio dei Monti Sibillini che e’ unico nella sua specie, ed emblematico dell’Appennino italiano, a rilanciare la montagna e i suoi valori”.
I geomorfologi italiani suggeriscono quindi “per un serio rilancio del territorio dell’Italia centrale colpito dal sisma, un progetto tra il Ministero dell’Universita’ (MIUR) e il Ministero dei Beni Culturali (MIBACT) per la realizzazione di un Atlante del Paesaggio che vada verso l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio. Solo cosi’ Scienza- ha concluso Pambianchi- Economia e Societa’ si incontreranno per una seria consapevolezza del valore inestimabile del nostro paesaggio. Lavoreranno per anni giovani laureati in numerose discipline scientifiche e umanistiche”.
