Terremoto Ischia, il geologo: “Attenzione, potrebbe essere un sisma precursore di un altro più grande e devastante”

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Si è discusso tanto della magnitudo del terremoto che ha colpito ieri l’isola di Ischia, ma in molti casi, come ad esempio in questo, il dato in questione conta relativamente poco perché si tratta di una zona vulcanica e nel sottosuolo c’è magma che peggiora la situazione e rende potenzialmente pericolose anche scosse di lieve entità“. Così il professor Antonio Moretti, geologo specializzato in sismologia, impegnato nelle scorse ore ad Ischia, come un anno fa ad Amatrice. “La storia di Ischia è seminata di eruzioni e terremoti. L’isola è un vulcano molto attivo: l’ultima eruzione risale al 1302, ma prima era attivissimo e la sua attività è ancora evidente. Basti pensare che persino i romani la abbandonarono a causa delle continue eruzioni. Ogni 100 anni circa si verifica un terremoto che distrugge la zona dell’Epomeo, il vulcano ischitano, e in particolare i dintorni di Casamicciola. Proprio il termine ‘casamicciola’ è utilizzato ormai, soprattutto nel Sud Italia, come sinonimo di distruzione completa“.

LaPresse/Alessandro Pone
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Come spiega Moretti anche sul proprio profilo Facebook: “Il 4 marzo 1881 ad Ischia ci fu un terremoto di magnitudo 4 (circa) che fece una decina di morti a Casamicciola. Poco più di due anni dopo, il 28 luglio 1883 ci fu la scossa maggiore (circa magnitudo 5) che distrusse completamente Casamicciola, facendo oltre 2000 morti su 4000 abitanti. La cittadina fu completamente rasa al suolo, e non è assolutamente vero che le tipologie edilizie fossero peggiori delle odierne: il Signore aveva fornito gli isolani di buon tufo vulcanico per le murature e ceneri vulcaniche per le pozzolane“. In queste ore si addita come colpevole soprattutto l’abusivismo edilizio e la fragilità delle costruzioni, ma secondo il geologo nel caso di Ischia la situazione è ben diversa: “C’è già qualcuno che parla di ricostruzione, ancora prima che il terremoto vero sia arrivato. Si fanno già i conti in tasca di quanto ci si potrebbe guadagnare, ma non tengono conto del fatto che ricostruire in quella zona, in qualsiasi modo si ricostruisca, vuol dire far correre dei pericoli a chi andrà a vivere in quelle abitazioni“.

LaPresse/Alessandro Pone
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Moretti parla di un eventuale “terremoto vero” nella misura in cui, guardando indietro alla storia di Ischia, c’è un’altissima probabilità che a questa scossa ne segua un’altra molto più violenta, la quale, se avesse la medesima superficialità, potrebbe causare danni inestimabili. “La camera magmatica dell’Epomeo, nel sottosuolo di Ischia, si gonfia e causa una tensione nelle rocce, provocando così le scosse di terremoto – spiega ancora il geologo -. Si tratta di un sisma che ha un’origine che è una via di mezzo tra quella tettonica e quella vulcanica. Risale al 1862 il primo studio geologico riguardante la zona, uno studio che bisognerebbe tenere in considerazione ancora oggi“. La causa dei crolli, dunque, potrebbe non essere dovuta alla fragilità delle costruzioni, ma “bisogna tenere conto del fatto che questo piccolo terremoto ha dato un’accelerazione al sito non indifferente“.

LaPresse/Alessandro Pone
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Già per il territorio di Amatrice Moretti aveva rilasciato dichiarazioni simili, invitando chi di dovere a fare attenzione a ricostruire, anche utilizzando criteri antisismici, in zone ad alto rischio dove si dovrebbe addirittura evitare di costruire. “Ogni metro quadrato del territorio italiano – conclude l’esperto – ha una propria intensità e una propria ‘storia geologica’. Prima di decidere se ricostruire o meno bisognerebbe prendere delle precauzioni, basate proprio su questa storia, che ci dice molto in merito a ciò che potrebbe avvenire in futuro. Perché se è vero che i terremoti non si prevedono, un’attenta analisi del passato può dirci molto in merito a quanto potrebbe accadere”.

Prevenire e non ricostruire a tutti i costi, dunque, dovrebbe essere la priorità di governo e istituzioni locali.