Adesso sulla sua pagina Facebook c’e’ anche chi, nei commenti, invoca ‘santo subito’. Magari il primo a schermirsi e’ lui, artista dirompente ma uomo schivo, eppure Neri Marcore’, 51 anni compiuti il 31 luglio, marchigiano di Porto Sant’Elpidio (Fermo), e’ riuscito a portare oltre 80mila persone al suo RisorgiMarche, il festival di solidarieta’ per la rinascita delle comunita’ colpite dal sisma, ‘guidandole’ in marce anche di chilometri per i prati e i pianori dei Sibillini per raggiungere i palchi naturali dove dal 25 giugno al 4 agosto si sono esibiti artisti amici come Niccolo’ Fabi, Malika Ayane, Daiana Lou, Ron, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Bungaro, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia e Luca Barbarossa, Brunori Sas, Max Gazze’, Francesco De Gregori. Un’iniziativa travolgente, con tante piccole Woodstock che hanno rinvigorito la Montagna prostrata dal sisma, affamata di turismo e di ripresa, con i borghi che chiedono solo di tornare a sperare. Non a caso la kermesse e’ partita da Arquata del Tronto, il comune ‘martire’ del primo sisma, per poi toccare Cingoli, Montegallo, Bolognola, Amandola, Fiastra, San Ginesio, San Severino Marche, Montefortino, Morro di Camerino, Montemonaco, Sefro, Visso, Pian dell’Elmo. “Ho personalmente stretto migliaia di mani, ricevuto abbracci, sono stato travolto da una valanga di affetto e riconoscenza, corrisposti. Mi restano nel cuore le testimonianze di chi, colpito dal terremoto, ha trovato nella manifestazione un lenimento al proprio dolore e la scintilla per accendere una nuova speranza; di chi ha deciso di venire nelle Marche per assistere ai concerti e ha scoperto una regione accogliente, viva, bellissima; di chi, marchigiano, non conosceva posti mozzafiato magari a un’ora da casa”, racconta Marcore’, che spiega di essere stato spinto da “un’esigenza morale” e parla gia’ di un “movimento che non puo’ e non vuole fermarsi”. L’appuntamento, quindi, e’ per la seconda edizione, nel 2018. “Un’autentica comunita’ in cammino”, la descrive Giambattista Tofoni, direttore esecutivo di RisorgiMarche, colpito dalla “nascita spontanea di quello che con Neri abbiamo definito ‘il popolo di RisorgiMarche’: prati puliti dopo i concerti, grande rispetto della natura, una compostezza esemplare, un commovente esempio di civilta’ e solidarieta'”. Marcore’ va oltre, guardando all’economia dei territori gia’ penalizzati dallo spopolamento ancor prima che dalle scosse: “Perche’ l’economia del futuro – dice – deve puntare sulla natura, sui prodotti naturali, sull’agricoltura. Noi siamo benedetti dal cielo ad avere questi prati, queste montagne, questo paesaggio ancora abbastanza conservato, e dobbiamo essere bravi a difenderlo”. “Sottoscrivo appieno le parole di Marcore’ – commenta il presidente dell’Ente Parco dei Sibillini Oliviero Olivieri -: il futuro e’ il nostro territorio, e dobbiamo tutti insieme difenderlo e valorizzarlo”.
Terremoto, “RisorgiMarche”: le piccole Woodstock dei Sibillini sono il piccolo grande miracolo di Neri Marcorè


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