“La rete dei Borghi belli del Friuli Venezia Giulia interpreta la chiave di successo del nostro Paese che e’ il turismo culturale, inteso come capacita’ di coniugare la bellezza con la modernita’, la storia e la cultura con un nuovo modo di fare accoglienza”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, aprendo l’incontro con il critico d’arte Vittorio Sgarbi che oggi e’ stato ospite a Venzone (Udine) dell’evento “Il Borgo dei Borghi”.
La manifestazione – riferisce la Giunta regionale con una nota – ha voluto celebrare il titolo nazionale riconosciuto a Venzone dalla trasmissione Rai “Alle Falde del Kilimangiaro”, coinvolgendo anche gli altri nove borghi belli del Friuli Venezia Giulia: Clauiano, Cordovado, Fagagna, Gradisca d’Isonzo, Poffabro, Polcenigo, Sesto al Reghena, Toppo e Valvasone. Al critico d’arte, Bolzonello ha riconosciuto il ruolo di promotore di alcuni luoghi e citta’ della regione esortandolo a “continuare a valorizzare l’Italia minore, quella che si vede meno ma che per ricchezza culturale e territoriale costituisce la spina dorsale del nostro Paese”. Bolzonello ha anche sottolineato il forte legame tra il Friuli e le altre zone terremotate d’Italia. “Non saremmo qui a parlare di borghi belli – ha detto – se nel dopo terremoto non fossimo stati aiutati dalle altre amministrazioni comunali del resto d’Italia”. La cifra della solidarieta’ fra terre terremotate ha trovato riscontro nella raccolta fondi organizzata durante la manifestazione per aiutare Preci, uno dei Borghi piu’ belli d’Italia colpito dal sisma dello scorso anno.
Il vicesindaco del comune umbro, Paolo Masciotti, in collegamento telefonico con la sala municipale di Venzone, ha ringraziato la rete dei borghi friulani per questa donazione che sara’ destinata alla ricostruzione della scuola. Parole di encomio alla rete friulana dei borghi belli sono giunte anche da Fiorello Primi, presidente del Club nazionale dei borghi piu’ belli d’Italia, che ha elogiato il lavoro di valorizzazione svolto.
“Venzone – ha detto Sgarbi – celebra una doppia Resurrezione: quella della ricostruzione e quella del miglioramento di se’ e della propria identita’ di bellezza, che oggi le consente di essere Borgo dei borghi“. Un riconoscimento che per Sgarbi travalica il significato turistico per abbracciare il piu’ ampio tema della ricostruzione post terremoto in un Paese fragile.
“Venzone e Gemona – ha affermato Sgarbi – sono i modelli giusti di ricostruzione che vanno esportati nelle altre regioni, perche’ qui si e’ saputo tenere il collante tra edifici e persone, tra patrimonio pubblico e privato, con le stesse pietre, gli stessi spazi, la stessa possibilita’ di riconoscersi in un luogo e addirittura migliorarlo”.
Tanto che in Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato il critico, il terremoto del 1976 e’ “ricordato a rovescio, come un’occasione per rinascere meglio di prima” con un ricordo rispettoso alla memoria delle vittime. Non sono mancate poi le sferzate polemiche del critico d’arte all’organizzazione Unesco, che ha definito “ente pericoloso, benche’ efficace dal punto di vista pubblicitario”.
Per Sgarbi l’ente e’ carente di oggettivita’ “dal momento che ha escluso dalla lista del patrimonio mondiale Lecce e il Salento”, al punto da indurlo a proporre un comitato “Unentro” tra i siti aspiranti a diventare patrimonio dell’umanita’. Alla rete dei borghi piu’ belli d’Italia Sgarbi ha invece riconosciuto un “significato politico interessante, poiche’ fa emergere un’economia parallela che gia’ esiste, l’economia della bellezza che l’Italia deve solo valorizzare”. Infine, un appello alla politica affinche’ adotti senza indugio l’inversione di marcia nel consumo di suolo; Sgarbi ha ricordato come in Italia su 25 milioni di edifici, piu’ della meta’, ovvero 13 milioni, siano stati costruiti dagli anni ’60 ad oggi e di questi 7 milioni siano disabitati.
“Alla luce di dati simili – ha ribadito Sgarbi – non si deve piu’ costruire nulla, ma riabilitare alla vita cio’ che c’e'”, indicando in Tonino Guerra, Carlo Petrini, Oscar Farinetti alcuni dei protagonisti italiani che hanno saputo intraprendere strade nuove per la promozione e la salvaguardia del patrimonio italiano, anche attraverso la grande risorsa dell’enogastronomia.
