Agenzia europea dei medicinali, sondaggio dipendenti: Milano fra le prime 5 città preferite

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A quanto apprende l’AdnKronos Salute, Milano rientra fra le prime 5 città ‘preferite’ dallo staff dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). E’ quanto rivela un’indagine interna effettuata dalla stessa Ema fra i suoi dipendenti: le ‘mete ideali’ sono quelle, in tutto 5, dove il 65% o più del personale di Ema ha indicato che si trasferirebbe. Per determinate località, invece, i tassi di mantenimento del personale potrebbero essere significativamente inferiori al 30%. “Ciò vorrebbe dire – sottolinea l’Ema – che l’Agenzia non sarebbe più in grado di operare e ciò avrebbe conseguenze importanti per la sanità pubblica nell’Unione europea“. Mentre, nel migliore dei casi, secondo l’indagine “l’Ema potrebbe mantenere fino all’81% della sua forza lavoro“. Non viene però indicato quali sono le altre città preferite o meno dallo staff dell’ente regolatorio.
Per completare la valutazione della Commissione europea su tutte le offerte per la delocalizzazione dell’Agenzia presentate dagli Stati membri – comunica l’Authority – l’Ema ha messo a disposizione i risultati di un recente studio che ha sollevato serie preoccupazioni. L’indagine è stata lanciata il 4 settembre 2017 nel contesto della pianificazione della continuità aziendale dell’Ema, dopo che tutte le possibile città ospitanti sono state rese note e il personale ha avuto la possibilità di studiare in dettaglio le offerte di 19 Stati membri. I risultati“, frutto delle risposte del 92% dei dipendenti, “sottolineano l’importanza della prossima decisione sul futuro dell’Ema, in quanto il mantenimento di personale qualificato ed esperto è fondamentale per la continuità delle attività dell’Agenzia“.
Secondo l’attuale programmazione della continuità aziendale, sono emersi 4 cluster di città candidate. Il primo gruppo comprende quelle città in cui il 65% o più del personale di Ema ha indicato che si trasferirebbe, fra le quali rientra appunto Milano. Nel secondo gruppo, ci sono le città in cui il mantenimento del personale varierebbe tra il 50 e il 64%. Il terzo cluster include quelle città in cui tra il 30 e il 49% del personale si trasferirebbe. Infine, nell’ultimo cluster sono incluse quelle città che meno del 30% del personale di Ema sceglierebbe. E, “al di là di una soglia critica“, qui “l’Agenzia non potrà più rispettare il suo mandato di proteggere la salute dei cittadini europei“, avverte l’Ema.
Nel gruppo di città maggiormente preferite dallo staff dell’Ema appaiono 5 località, e Milano può vantare un posto fra queste, con una media del 73% di giudizi positivi nei confronti del trasferimento. Per questo cluster è previsto un tempo di adeguamento di 2-3 anni e una previsione di successo dell’operazione ‘alto’. Il secondo cluster raggruppa altre 5 città, con una media del 54% di preferenze e 3-5 anni necessari per tornare a regime, con una previsione di successo ‘media’.
Il terzo cluster contiene una sola città, nella quale sarebbero necessari fino a 10 anni per tornare a lavorare a pieno ritmo, con una previsione di successo ‘bassa’; infine le ultime 8 città incluse nel quarto cluster, le più ‘invise’, con una media del 18% di giudizi positivi, un “danno permanente al sistema“, e la conseguente “necessità di norme europee e nazionali d’emergenza“.