In futuro per avere un consiglio, anche di natura psicologica, potremmo rivolgerci allo smartphone? Sembrerebbe di si’, stando all’annuncio di lavoro pubblicato da Apple. La societa’ di Cupertino è infatti alla ricerca di ingegneri anche con competenze in psicologia per dare maggiore personalità a Siri, l’assistente vocale presente sugli iPhone e per migliorare le modalita’ di interazione dell’utente.
“Cerchiamo persone in grado di trasformare i dati in modelli intelligenti che porteranno Siri al livello successivo”, scrive Apple nell’annuncio di lavoro per un ‘Siri Software Engineer, Health and Wellness’ che contribuira’ a creare “tecnologie all’avanguardia”, “per sistemi su larga scala” che usano “linguaggio parlato, big data e intelligenza artificiale”.
“Le persone parlano seriamente con Siri – si legge nell’annuncio -. Parlano con Siri di ogni sorta di argomento, incluso quando hanno avuto una giornata stressante o hanno qualcosa di serio in mente. Si rivolgono a Siri per le emergenze e vogliono indicazioni su come condurre una vita piu’ sana”.
L’aggiornamento fa parte dei progressi che l’Intelligenza artificiale sta facendo: in un evento pubblico il co-creatore di Siri, Tom Gruber, ha parlato di Intelligenza artificiale ‘umanistica’. Di recente, durante l’uragano Harvey, l’assistente vocale di Apple e’ stato protagonista di un salvataggio in Texas. Una ragazzina affetta da una particolare patologia che aveva bisogno di essere soccorsa, attraverso Siri ha fatto una chiamata d’emergenza alla Guardia Costiera che e’ intervenuta mettendo in salvo la ragazzina e la sua famiglia che si erano rifugiato sul tetto per le inondazioni.
Questa offerta di lavoro lascia pero’ presagire da parte di Apple un interesse a portare l’assistente virtuale ad un livello superiore, piu’ ’emozionale’. E subito viene alla mente il film ‘Lei’ in cui il protagonista inizia un intenso scambio quotidiano con il sistema operativo del suo computer fino a innamorarsene (la voce era di Scarlett Johansson).
L’intelligenza artificiale gia’ compone musica e dipinge quadri, vince al tavolo da gioco barando come un uomo, sta imparando a sorridere e ad imitare espressioni del nostro viso. Insomma si e’ gia’ umanizzata e la crescita esponenziale delle sue possibili applicazioni nella vita reale ha fatto gia’ nascere scuole di pensiero opposte: per il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, l’intelligenza artificiale migliorera’ le nostre vite mentre secondo il patron di Tesla, Elon Musk, potrebbe scatenare la terza guerra mondiale.
