Clima, Antartide: il riscaldamento dell’oceano ridurrà la diversità marina

I ricercatori della British Antarctic Survey e del Smithsonian Environmental Research Center hanno rilevato che un incremento di soli 1-2 gradi Celsius nelle acque poco profonde della penisola antartica occidentale ha radicalmente ridotto la diversità marina: gli esperti hanno posizionato pannelli che producevano calore sul fondo marino per misurare l’effetto sulle specie marine locali. l’aumento è stato sufficiente a registrare “enormi impatti“. “Con un tasso di crescita della vita del fondale marino antartico quasi raddoppiato, gli aumenti superano di gran lunga quelli attesi“, ha spiegato a Xinhua il biologo marino Jonny Stark della Australian Antarctic Division, secondo cui i risultati dello studio sono “molto sorprendenti”. “Va contro molte cose che sappiamo su come gli animali rispondono ai cambiamenti della temperatura, in particolare in Antartide. Il fatto che un paio di specie abbia avuto un grosso aumento del tasso di crescita è stato abbastanza insolito per un solo grado superiore a quello che di solito ci sarebbe in quel periodo dell’anno“.

Le specie in Antartide si sono evolute in un ambiente in cui vi è una scarsa variazione della temperatura e “quando comincia a cambiare anche di un solo grado o due, inizi a metterle (le specie marine, ndr) ai limiti di quello che potranno tollerare“, spiega Stark. “Inizialmente, con un grado, va tutto bene e possono crescere più velocemente, ma un aumento di due gradi, che è quello che ci aspettiamo con i tassi attuali del cambiamento climatico, potrebbe spingerle ai limiti del loro capacità. È certamente una preoccupazione, non credo che qualcuno si aspettava di vedere un aumento di questo tipo con un solo grado di cambiamento di temperatura“.

Mentre altri animali marini diminuivano, due specie particolari hanno cominciato a prosperare: un verme marino, Romanchella perrieri, e un piccolo invertebrato, Fenestrulina rugula, sono cresciuti di circa il 70%. “Questi animali dipendono da condizioni che permettono loro di costruire strutture. Sono un po’ come un corallo“, dice Stark. Fino ad ora, le complessità dei cambiamenti probabilmente visibili negli ecosistemi marini è stata molto difficile da esaminare e prevedere: “Quello che accade nel laboratorio e quello che accade nel mondo reale è spesso molto, molto diverso. Nel mondo reale, hai maggiore variabilità, hai specie che interagiscono tra loro e c’è anche concorrenza“.