A causa del clima impazzito, l’agricoltura è l’unico settore a fare registrare un calo del valore aggiunto (-2,4%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul Pil relativi al secondo trimestre. “La mancanza di acqua – sottolinea la Coldiretti in una nota – ha colpito tutte le produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino ai cereali, ma anche i vigneti e gli uliveti ed il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte“. In questa situazione nelle campagne è crisi per la frutta estiva con le quotazioni che non coprono i costi di produzione e fanno chiudere le aziende. I prezzi rispetto allo scorso anno sono in calo fino al 45%, dalle pesche ai cocomeri, dai meloni ai cavolfiori secondo elaborazioni Coldiretti sugli ultimi dati Ismea. “La situazione è drammatica con la forbice dei prezzi tra produzione e consumo che si è allargata – denuncia Coldiretti – per pratiche commerciali sleali lungo la filiera. Occorre estendere al piu’ presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata in conserve e succhi per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall’estero, ed aumentare i controlli sull’ortofrutta fresca di importazione, spesso etichettata e venduta per nazionale“. Per Coldiretti “serve un impegno di filiera per salvare il frutteto italiano che si è ridotto di un terzo (-33 per cento) negli ultimi quindici anni con la scomparsa di oltre 140mila ettari di piante con il rischio rischiano di far perdere all’Italia il primato europeo nella produzione di una delle componenti base della dieta mediterranea“.
Coldiretti, Pil: cala solo l’agricoltura con -2.4%, pesa il clima pazzo


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