Negli ultimi tempi, in ogni sessione di calciomercato si sente sempre parlare di fair play finanziario e, come riportato da Bottadiculo.it, quest’anno i “botti di mercato” del Paris Saint-Germain hanno messo a dura prova la credibilità di questo strumento che doveva essere un modo per evitare che i bilanci dei club europei chiudessero in rosso a fine anno.
Auto-sostentamento finanziario
Il fair play finanziario è stato messo in atto nel 2009 dall’esecutivo UEFA, allora capeggiato da Michel Platini con lo scopo di permettere a tutti i club di mantenere il bilancio in pareggio, estinguere i propri debiti verso calciatori, collaboratori ed altre società e di portare ad un “auto-sostentamento finanziario” a lungo termine le società stimolando la crescita economica grazie alla realizzazione di infrastrutture e settori giovanili di alto profilo. Chi non rispetta le regole viene multato dalla federazione e, addirittura, in alcuni casi c’è il rischio di una chiusura temporanea del mercato calciatori o l’esclusione dalle competizioni europee.
Obiettivo fallito
Tutto all’inizio sembrava essere facile, ma nell’atto pratico il fair play finanziario non sembra essere riuscito ad ottenere quanto all’inizio cercato. Molte società infatti, di livello minore si sono ritrovate a pagare multe, ed alcune inibite per un anno dalle Coppe (Malaga, Haiduk, Dinamo Bucarest, solo per citarne alcune). Ma il dati più preoccupante giunto nel 2015 è stato che circa il 75% delle società europee non sono riuscite a pareggiare i bilanci, addirittura alcune come Manchester City, Barcellona e PSG oltre ad avere pesanti perdite di bilancio, continuano ad investire tantissimo sul mercato.
Il caso PSG
Proprio il PSG in questa stagione ha battuto ogni record, spendendo per l’acquisto di due calciatori, Neymar e Mbappè, quasi 500 milioni di euro, qualcosa che non si era mai visto prima in Europa e nel mondo. Ma come hanno fatto i francesi che già nel 2016 avevano raggiunto un monte salari al limite di quanto imposto dall’UEFA (non oltre il 70 per cento del fatturato) ed un indebitamento medio elevatissimo?
Al di là delle più semplici operazioni di cessione (in particolare l’unica degna di rilievo è stato il passaggio di Matuidi alla Juventus per quasi trenta milioni) e di aumento del capitale da parte dei soci, il Paris SG ha messo in atto una vera e propria strategia per eludere il fair play finanziario.
Neymar ha pagato di persona i 222 milioni di euro che gli hanno permesso di essere ingaggiato a “parametro zero” (ma i soldi sono arrivati dagli sponsor del Qatar, che poi sono i maggiori azionisti del PSG, nonché gli organizzatori dei mondiali di calcio 2024 dove la star sarà proprio l’asso brasiliano).
Su Mbappè invece c’è voluta anche la collaborazione del Monaco: i 180 milioni di euro richiesti dalla squadra del principato saranno pagati il prossimo anno, poiché ufficialmente il calciatore arriva alla corte di Emery in prestito con obbligo di riscatto (quindi nei bilanci del 2017 non apparirà alcun costo del cartellino, se non quello dello stipendio).


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