FOCUS sui cambiamenti climatici: i laghi italiani a rischio prosciugamento

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Il lago Maggiore, quello di Bracciano, di Garda, d’Iseo, di Vico, di Canterno, di Como, di Albano; i bacini lacustri di Salto e Turano, il Trasimeno. L’emergenza siccità che sta colpendo l’Italia mette in serio pericolo anche i bacini lacustri della nostra Penisola, a rischio prosciugamento, e a questo problema se ne aggiungono altri: inquinamento, eccessive captazioni idropotabili, consumo di suolo e sovrasfruttamento delle risorse idriche… fattori, questi, che mettono a dura prova i nostri laghi, le bellezze ambientali e paesaggistiche, impoverendo la biodiversità, le specie autoctone di acqua dolce, introducendo specie aliene, diminuendo la presenza di uccelli migratori, portando all’eutrofizzazione.

La siccità ha quasi prosciugato il lago di Pilato, mitico laghetto di origine glaciale, attrazione turistica del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, gioiello naturalistico situato sul Monte Vettore, al confine tra Marche e Umbria. Da sempre conosciuto come “il lago con gli occhiali” per la forma dei suoi invasi complementari e comunicanti, esso è l’habitat del Chirocefalo del Marchesoni che vive solamente qui, prediligendo l’umidità, condizione fondamentale per la sua sopravvivenza.

Il lago, negli anni, è stato oggetto di credenze, misteri e leggende, principalmente per la sua posizione isolata e per i continui mulinelli ed onde, oltre a strani movimenti dell’acqua, tempeste e fulmini che hanno funestato le zone circostanti.La leggenda narra che Pilato, procuratore della Giudea, responsabile della Crocifissione di Gesù e condannato a morte dall’imperatore Vespasiano, fu posto su un carro trainato da bufali e affidato alla sorte. I bufali indiavolati, partiti da Roma, giunsero fino ai Monti Sibillini, terminando la loro folle corsa proprio nel lago col corpo di Pilato.