Il geomorfologo Pambianchi: “Domani saremo sul corpo di una grande frana, nei pressi di Camerino, che si è riattivata dopo il terremoto del 2016”

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Domani, Giovedì 14 Settembre, ore 14 e 30, nostro briefing stampa proprio sul corpo di una grande frana che si è riattivata dopo il terremoto del 2016 nei pressi di Camerino.  E’ mancato il monitoraggio dei fenomeni geomorfologici in tutta l’area del “cratere” che serve per dare sicurezza e rilancio a questi territori colpiti dal terremoto”. E’ davvero pesante la denuncia  di Gilberto Pambianchi, Presidente Nazionale dei Geomorfologi Italiani e docente dell’Università di Camerino che invita tutta la stampa ad essere sul posto con i geologi domani.

Si sono notate evidenze di riattivazione di un  grande fenomeno franoso di tipo deformativo,  nei pressi di Camerino, dobbiamo monitorarlo e tenerlo sotto controllo. Domani saremo sul posto per verificarne l’evoluzione. Briefing stampa – ha proseguito Pambianchi –  proprio sul corpo di questa frana estesa.  Si tratta di un fenomeno che chiamiamo deformazione gravitativa profonda, il quale ha mostrato delle evidenze di movimento, nella porzione superiore, dopo il sisma dell’Ottobre 2016”.  I geologi terranno una conferenza stampa fisicamente sulla grande frana riattivatasi dopo il sisma e che minaccia la superstrada.

Questa frana che sovrasta la superstrada della  Valle del Chienti nei pressi di Camerino è davvero molto estesa – ha proseguito Pambianchi –  e di grande impatto visivo, la sua evoluzione è molto lenta o a scatti durante i grandi terremoti,  però è da tenere sotto controllo. Domani alle ore 14 e 30  la stampa potrà essere con i geologi sul corpo di questa grande frana e vedere come i geologi con la loro strumentazione faranno i rilievi”.

Ma i geomorfologi terranno per la prima volta una conferenza stampa itinerante, all’aperto, per la quale sono a disposizione navette bus dalla sede del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Camerino, entrando proprio nelle zone epicentrali del terremoto del 2016 nelle Marche il 14 ma in Umbria il 15 Settembre.

I geologi faranno vedere alla stampa i cambiamenti

I geologi dunque terranno ben 3 Briefing stampa in luoghi diversi e date diverse. Il 14 Settembre la stampa potrà  vedere una grande frana nei pressi di Camerino, riattivatasi dopo il terremoto. Il 15 con i geologi si entrerà nell’area epicentrale a Castelluccio e Norcia con faglie, con sorgenti che non c’erano prima del terremoto. Dinanzi alla stampa i geologi mapperanno gli effetti del terremoto sul costruito ed alla stampa gli stessi geologi faranno vedere i fiumi la cui portata è aumentata.

Il 15 settembre – ha dichiarato Marco Materazzi dell’Università di CAMERINO entreremo nell’area epicentrale. A Norcia osserveremo le problematiche idro-geomorfologiche legate al centro abitato e nella piana alluvionale. In quest’ultima di grande effetto è la ricomparsa, dopo il terremoto, del Torrente Torbidone non più attivo da tantissimi anni. Vedremo poi gli effetti differenziali che il terremoto ha causato sulle abitazioni ed il condizionamento legato alla natura geomorfologica del terreno. A Castelluccio e sul Monte Vettore verificheremo, ad un anno di distanza, l’evoluzione delle faglie, delle fratture, delle frane e delle sorgenti.

In questa zona ci sono effetti molto importanti di cambiamento nel regime idrologico di fiumi e sorgenti, dovuto al sisma del 2016, ad esempio sorgenti scomparse e fiumi aumentati di portata ma si sono anche create nuove sorgenti e riattivate sorgenti vecchie. Vedremo tutto questo. La stampa con i geomorfologi potrà filmare e raccontare tutto questo cambiamento e vedere con noi gli effetti del terremoto sulla idrologia di superficie.  In dettaglio mapperemo crolli e frane in aree di particolare interesse, come la zona dei Laghi di Pilato, si tratta degli unici laghi glaciali dell’Appennino  Centrale e noi saremo sul luogo per verificarne lo stato. Il 16 mattina andremo a Colfiorito dove osserveremo l’evoluzione di frane e faglie riattivatesi già con il terremoto del ’97,  sul posto confronteremo gli effetti dei due terremoti”.