Incendio nel sito archeologico, gli studenti: “Che non accada mai più”

“Che non accada mai piu’, che i responsabili siano assicurati alla giustizia e che nulla di simile possa in futuro verificarsi”. Lo chiedono gli studenti di Foggia – aderenti alle associazioni Link Foggia, Unione degli Studenti Foggia Ucroni’a – dopo che nella notte fra il 6 e il 7 settembre, ad Ascoli Satriano, provincia di Foggia, un incendio e’ divampato negli scavi archeologici di Villa Faragola, provocando danni ingenti e la distruzione di importanti reperti.

“Le fiamme – scrivono gli studenti – devastano materialmente 15 anni di studi e lavori, un pezzo di storia millenario e un pezzo di identita’ del territorio ma la responsabilita’ vera e propria dell’atto e’ da ricercarsi ben piu’ in profondita’. Infatti, i lavori nel sito – sottolineano – erano da alcuni mesi sospesi, ma un finanziamento di 1.6 milioni di euro era stato erogato per completare alcuni servizi per il pubblico, come il laboratorio multimediale o il percorso per i bambini. Stando alle parole del sindaco di Ascoli Satriano, neanche i servizi igienici erano stati completati, causando una notevole riduzione della fruibilita’ del sito”.

Non e’ stato possibile, per esempio, – aggiungono – organizzare le visite guidate nel sito in occasione delle giornate Fai di primavera dello scorso anno, che avrebbero convogliato studenti di tutta la provincia e permesso una esperienza formativa non da poco. Non poco di dubbio c’e’ anche sulla natura del rogo. Se i vigili del fuoco e i carabinieri sono piu’ prudenti di certi giornali nello stabilire se si sia trattato di un rogo accidentale o doloso, molti elementi fanno trasparire un quadro decisamente piu’ complesso: il furto della statuetta votiva e il fatto che la copertura fosse presumibilmente ignifuga, e un qualsiasi rogo accidentale avrebbe impiegato, a detta dei responsabili del sito, almeno 8 ore per incendiarla”.

“A prescindere dal metodo di realizzazione, quello che e’ stato commesso – aggiungono – e’ un crimine contro il nostro territorio”. “Come studenti, – concludono – non possiamo permetterci di lasciar correre” e per questa ragione i giovani chiedono un incontro con le istituzioni e “con quanti non vogliono far cadere nell’oblio questa vicenda”.