Quasi 400 catastrofi naturali all’anno nell’ultimo mezzo secolo con i disastri idrogeologici che sono aumentati di sei volte dal 1980 ad oggi. Ma il numero delle vittime causate dalla furia degli elementi, nel corso dei decenni si e’ notevolmente ridotto, passando dai quasi 200 mila nel 1970 ai 30mila del 2011. E’ quanto emerge da una serie di dati pubblicati dall’Economist, che inquadrano il fenomeno in una prospettiva di medio periodo.
Come spiega il settimanale, che cita i dati della Unisdr, l’ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri, tra il 1995 e il 2015, i Paesi più colpiti da disastri naturali di natura meteorologica, idrogeologica e climatica, ovvero terremoti, alluvioni, uragani e ondate di calore che abbiano causato almeno 10 morti oppure che abbiano riguardato almeno 100 persone o che abbiano portato alla dichiarazione dello stato di emergenza, sono stati l’India, la Cina e gli Stati Uniti. Questi tre Paesi hanno subito tra i 164 e i 472 disastri di varia natura negli ultimi 20 anni.
Subito dopo, secondo l’ufficio delle Nazioni Unite, si piazzano Australia, Russia, Brasile e Francia colpiti da un numero di disastri che va dai 70 ai 163. L’Italia, assieme ad altri paesi europei, si colloca nella forbice di paesi che ha subito un numero di catastrofi naturali che va dai 26 e i 69. Dal 1970, sottolinea il settimanale, il numero di disastri naturali nel mondo è più che quadruplicato e ha toccato al cifra di quasi 400 disastri all’anno.
L’Economist pubblica un’altra interessante tabella citando i dati di Munich Re, il colosso tedesco delle assicurazioni considera eventi che abbiano causato anche solo un morto o un certo ammontare di danni e arriva alla conclusione che i disastri idrogeologici dal 1980 ad oggi sono aumentati di sei volte. Il 206 in particolare, sarebbe il peggiore di sempre con un numero di disastri idrogeologici mai registrato in precedenza.
Tuttavia, sottolinea ancora l’Economist, anche se il numero di catastrofi legate a eventi naturali e’ clamorosamente aumentato, c’e’ un dato confortante: il calo molto deciso del numero di morti causati da questi eventi. Nel 1970 uragani, inondazioni, alluvioni e terremoti nel mondo hanno causato ben 200 mila vittime. Un numero che nel 2011 si e’ drasticamente ridotto a circa 30 mila. Le immagini di devastazione di queste ore, dopo il passaggio degli uragani Irma e Harvey, mostrano che spesso l’uomo e’ impotente di fronte alla furia degli elementi. Ma il numero di vittime sempre piu’ ridotto, conclude l’Economist, mostra che evidentemente alcune misure di sicurezza e il miglioramento della qualita’ degli edifici riducono i rischi per la popolazione.
