L’ingegner Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA ha dichiarato: “Sono bastate le prime piogge di fine estate per far scattare la conta di morti, feriti e danni materiali che, con tragica puntualità, in Italia accompagna qualsiasi fenomeno meteorologico di intensità superiore alla norma. Più che la violenza delle precipitazioni, non c’è dubbio che a fare la differenza sia la capacità di un territorio di rispondere in modo il più possibile elastico a tali eventi. Ciò non può ovviamente verificarsi laddove siano state effettuate scelte urbanistiche scellerate: impermeabilizzazione sistematica del suolo; urbanizzazione massiccia lungo fiumi e torrenti con conseguente spostamento, riduzione o addirittura copertura degli spazi a disposizione dei corsi d’acqua; eliminazione della piantumazione; assenza di sistemi di chiuse e di aree ad hoc dove poter effettuare esondazioni in sicurezza”. “Un elenco che comprende solo alcuni degli errori più macroscopici – spiega Simoncini – e che si sposa perfettamente con l’incuria che la maggioranza delle amministrazioni locali riserva a fondamentali azioni di prevenzione come la ripulitura dei fondi dei fiumi o la manutenzione degli argini.”
Maltempo, esperto: scelte urbanistiche scellerate provocano disastri


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