Legambiente ribadisce “l’urgenza di rispettare gli Accordi sul clima di Parigi e di concretizzare la lotta ai cambiamenti climatici con interventi rapidi e politiche di adattamento a partire dai grandi centri urbani”.“Non è più rinviabile l’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile – dichiara in una nota la presidente di Legambiente, Rossella Muroni -. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio rispetto alle piogge, ma anche alle ondate di calore, è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni. Dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili”. Tra le richieste di Legambiente, oltre all’approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, c’è quella di “introdurre la chiave dell’adattamento al clima nella pianificazione di bacino e negli interventi di messa in sicurezza dei fiumi nelle aree urbane; di stabilire una regia unica per gli interventi sulla costa; introdurre il tema dell’adattamento nella progettazione, valutazione e gestione delle infrastrutture; approvare delle Linee Guida per l’utilizzo di materiali che riducono l’impatto dei cambiamenti climatici all’interno dei quartieri. Inoltre, occorre avviare una politica di delocalizzazione degli edifici a rischio, monitorare e tutelare le misure di vincolo con l’obiettivo di evitare l’insediamento di nuovi elementi a rischio in aree allagabili”.I dati raccolti nel dossier di Legambiente ‘Le città alla sfida del clima’ mostrano come in questi anni siano cresciuti gli impatti e i morti dovuti al Maltempo e come sia sempre più evidente che le città non possano essere lasciate da sole a fronteggiarne gli impatti. Rilevante è anche “il tributo che si continua a pagare in termini vite umane e di feriti: dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate (dati Cnr) – continua Coldiretti. Nel dossier ‘Le città alla sfida del clima’, Legambiente ha analizzato gli impatti del Maltempo legati al dissesto idrogeologico. Sono stati censiti i danni provocati da frane e alluvioni e stimato il fabbisogno necessario per fronteggiare l’emergenza: di fronte ad un danneggiamento accertato di circa 7,6 miliardi di euro, lo Stato ha risposto stanziando 738 milioni di euro, ed erogandone fino ad oggi circa 618milioni.
Maltempo, Legambiente: con il cambiamento del clima devono cambiare anche le politiche


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