La ricerca pensa anche agli automobilisti ed alla sicurezza in strada: arriva il pedale per l’accelerazione smart che promette di aumentare la sicurezza, rendendo i guidatori meno distratti fino all’11% e più reattivi in situazioni di emergenza (50% di riduzione nei tempi di reazione) rispetto ai tradizionali stimoli visivi o sonori. Si tratta di un pedale dell’acceleratore attivo che interagisce con il guidatore attraverso stimoli come la vibrazione o la spinta.
Il risultato è stato raggiunto dal Team di studenti dell’Alta Scuola Politecnica dei Politecnici di Milano e Torino con il progetto Active Pedal, in collaborazione con Bosch Automotive Germania, grazie a numerosi test svolti utilizzando un simulatore di guida appositamente sviluppato. Concretamente, spiegano i giovani ricercatori, “se, ad esempio, si superano i 130 chilometri orari in autostrada, il pedale inizia a spingere il piede del guidatore verso l’altro per indurre a rallentare. In maniera analoga, in caso di immissione di un nuovo veicolo sulla carreggiata il pedale vibra attirando l’attenzione del guidatore“.
Gli studenti del Team hanno integrato un ‘pedale aptico’ in fase di sviluppo nel simulatore di guida dell’iDrive Lab del Politecnico di Milano e misurato gli effetti degli stimoli sul guidatore e sulle prestazioni di guida. Active Pedal, quindi, “è in grado di garantire una maggiore sicurezza sulle strade grazie alla sua dimostrata capacità di ridurre la distrazione del guidatore” segnala il team.
Come emerge dai test, riferisce il Politecnico di Milano, grazie al pedale, alla velocità media di 120 chilometri orari la persona guarda la strada 6 minuti in più all’ora e quindi per 12 chilometri in piú ogni 120 chilometri guidati. Inoltre, considerando tale velocità e la riduzione nei tempi di reazione, il veicolo guadagna fino a 33 metri di frenata nelle situazioni di emergenza. Il simulatore progettato “crea un ambiente virtuale di un tratto autostradale italiano in cui far sperimentare ai partecipanti una varietà di circostanze rilevanti quali immissioni, sorpassi, code, frenate e tamponamenti improvvisi” aggiungono i ricercatori del team dell’Alta Scuola Politecnica.
Il simulatore ha inoltre caratteristiche peculiari. Innanzitutto, “l’ambiente viene generato progressivamente attraverso un algoritmo, mutando e adattandosi alle esigenze di chi l’ha progettato e ai comportamenti dei partecipanti” e “gli altri veicoli presenti nella simulazione infine, sono dotati di intelligenza artificiale (AI), essendo quindi in grado di reagire in modo da produrre circostanze stradali rilevanti in tempi brevi” si legge nello studio. La realizzazione dell’ambiente è avvenuta tramite il software Unity 3D (ver.5.6.1). Il team al lavoro sul progetto ha visto il confronto e la collaborazione di diverse figure: ingegneri elettronici, dell’autoveicolo, dell’automazione e designer di prodotto e il supporto di uno psicologo nell’ideazione di un test che tenesse conto della componente umana dei partecipanti e che fornisse risultati scientificamente rilevanti.
