Venezia invasa dai robot: subCultron è il team che il Cnr ospiterà domani all’Arsenale di Venezia per realizzare il primo test del più numeroso e folto ‘sciame’ di robot subacquei del mondo. I robots sviluppati dal progetto “rappresentano un’applicazione subacquea innovativa dell’intelligenza artificiale individuale e collettiva che porterà ogni singolo robot ad agire come un banco di pesci in natura e quindi a muoversi in modo autonomo, in grado di percepire e recepire i cambiamenti dell’ambiente in cui si trovano immersi” spiega il Consorzio Corila per il coordinamento delle ricerche sul sistema lagunare di Venezia.
Il progetto subCultron è finanziato dal bando Future and Emerging Technologies (Fet) di Horizon2020 dell’Unione Europea ed il team di scienziati, specialisti di varie discipline, rappresenta sei nazioni tra cui l’Italia. E’ dal 2015 che gli scienziati stanno lavorando a questo progetto coordinato da Thomas Schmickl dell’Università di Graz. La partnership italiana è formata da Ismar Cnr, Corila e dalla Scuola Superiore Sant’Anna. Ismar Cnr e Corila hanno messo a disposizione del gruppo di scienziati internazionali le conoscenze di un luogo complesso ed articolato come il mare e la Laguna di Venezia.
L’Istituto del Consiglio nazionale delle Ricerche “vanta una lunga esperienza nel campo degli studi marini divenendo punto di riferimento per comprensione degli habitat e dell’ecologia marina e lagunare in particolare” segnala l’associazione che riunisce Università Ca’ Foscari di Venezia, Università Iuav di Venezia, Università di Padova, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, e che è vigilata dal Miur.
“In questo contesto -spiegano gli esperti del team di ricerca – rivestono un’importanza primaria le ricerche sulla biodiversità, in connessione ai processi principali dell’ecosistema marino”. Questa approfondita conoscenza dell’ambiente lagunare e marino, osservano, “è stata necessaria per mettere a punto lo sciame dei robots subacquei che è composto da tre famiglie-tipologie: aMussels, aFish, aPads. Ed ognuna di queste varietà di robot è ispirata ad una specie naturale e con delle specifiche capacità operative. L’impiego del complesso dei robots di subCultron,” assicurano i ricercatori, “permette di indagare l’ambiente marino con metodi innovativi di lungo termine”. Ed è stata scelta Venezia, indicano infine gli scienziati, “come miglior sito per i test dei robots, per la complessità e variabilità dell’ambiente subacqueo lagunare e delle dinamiche che vi si possono osservare”.
