Salute, il geriatra: la vita da centenari non è solitaria

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Quella del centenario non è una vita solitaria, soprattutto è una vita densa di affetti, come provano gli esempi delle Blue Zones“, le zone al mondo con la più ampia concentrazione di ‘over 100’. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è il presidente di Italia Longeva, Roberto Bernabei, che sottolinea la ‘lezione’ degli abitanti dell’Ogliastra in Sardegna, dell’isola di Ikaria in Grecia, di Okinawa in Giappone, della penisola di Nicoya in Costa Rica e di Loma Linda nella California meridionale. Una “dieta prevalentemente a base di frutta, verdura e cereali, movimento fisico quotidiano e il fatto di avere legami sociali e affettivi che ti facciano svegliare con la voglia di vivere” sono i segreti delle ‘terre di Matusalemme’.
Matusalemme sì, ma fino a un certo punto. Nel mondo abbiamo 300-400 mila centenari, ma ad aver raggiunto i 115 anni sono ‘solo’ 180 super-centenari“, dice Bernabei. Dunque c’è un limite ‘naturale’ per la longevità umana. “Le generazioni presenti possono arrivare a 90-100 anni – assicura – ma il problema è come arrivarci. Dai 90 anni in poi – precisa il geriatra – il 50% delle persone ha un deficit cognitivo. Oggi abbiamo solo farmaci sintomatici e il grande sforzo della ricerca si traduce in un centinaio e più di trial in corso, per capire se c’è una molecola che funziona“.
Non solo. Anche gli esempi di “Silvio Berlusconi, Leonardo del Vecchio e Giorgio Napolitano, tutti over 80 in buona forma e attivi, che devono mandare avanti la propria azienda o la politica” sono importanti. “I politici sono un po’ come i cardinali: questa attività intellettuale mantenuta è un elisir di longevità – conclude il geriatra – e tutti noi dobbiamo comportarci un po’ come loro, per vivere bene a lungo“.