San Michele Arcangelo: proverbi e detti più noti

Sono davvero numerosi i proverbi e i detti aventi per protagonisti San Michele Arcangelo. Tra i più noti: “Per San Michele ( 29 Sett.) l’uva è come il miele”; “Per San Michele la giuggiola nel paniere”; “Quando vedi le rondine a San Michel l’inverno arriva dopo Natale”. Si dice anche: “ A San Michele l’uva nel tino”; “ A San Michele la pianta è tua e i fichi sono miei”; “ A San Michele il caldo sale in cielo”; “A San Michele si possono mangiare le castagne con il latte”. Fare San Michele fa riferimento all’atto del traslocare, spesso per costrizione. Prima della riforma dei patti agrari, infatti, i traslochi si eseguivano il 29 di settembre, giorno dedicato al santo. Figuratamente, l’atto di mettersi le dita nelle narici che ricorda appunto l’azione di staccare i quadri in vista di un trasloco.

“San Michele ribaltato” è detto in uso nell’appennino tosco-emiliano, che fa riferimento ad una situazione non chiara, disordinata, confusa, destinata a non giungere allo scopo prefissato il che a ricordare un carro ribaltatosi durante un ipotetico trasloco di una famiglia contadina dove si rovesciano,  mescolandosi in maniera caotica, mobili, suppellettili, piatti rotti, derrate alimentari e tutto quello che vi si trovava sopra. “Pendere come la bilancia di San Michele” si riferisce ad una persona che non segue la retta via, sia esso un figlio, un coniuge, un amico.