Il terremoto avvenuto oggi nel Bellunese è stato generato da una piccola faglia, all’interno del meccanismo piu’ generale che coinvolge la placca adriatica che, spinge al margine delle Alpi orientali, e poi la placca africana e quella eurasiatica.
“E’ un’area nella quale in passato non si registrano terremoti importanti“, ha osservato la sismologa Lucia Margheriti, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Risale alle 14:22 italiane la piu’ forte delle tre scosse registrate dai sismografi, la cui magnitudo locale (ML, calcolata in automatico) e’ di 3,6, ricalcolata in seguito all’analisi di una maggiore durata dei sismogrammi in una magnitudo momento (MW) di 3,4.
A fornire i dati sono stati i sismografi della Rete Nazionale che fa capo all’Ingv, insieme a quelli delle province di Trento e Belluno. Le altre due scosse, di magnitudo locale 2,6 e 3,1, sono state registrate rispettivamente alle 14:26 e alle 14:30. Voltago Agordino, Rivamonte Agordino, Taibon Agordino e Agordo i Comuni piu’ vicini all’area dell’epicentro. E’ un’area, ha proseguito Margheriti, che in passato ha risentito soprattutto di forti terremoti avvenuti a una certa distanza, come quello del 1976 in Friuli.
