Trapianti, Firenze: al Careggi super maratona per 7 trapianti di rene effettuati da robot in 48 ore

All’ospedale Careggi di Firenze, in 2 giorni, sono stati eseguiti 7 trapianti di rene con robot dalle Urologie dirette da Sergio Serni e Marco Carini. “Dopo il primo trapianto in Italia di rene da donatore a cure fermo con l’impiego del robot chirurgico, in 48 ore sono stati eseguiti altri 3 interventi dello stesso tipo e 3 trapianti renali da donatore a cuore battente“, spiega la Regione Toscana.

La chirurgia robotica del rene – già impiegata presso l’azienda ospedaliero universitaria fiorentina nel trapianto da donatore vivente, per la minima invasività nella procedura di prelievo dell’organo – è stata sperimentata al Careggi nell’intervento di trapianto da cadavere con benefici per il ricevente. Il robot consente infatti di “ridurre al minimo i giorni di degenza post-operatoria grazie a una incisione di soli 6 centimetri, 3 volte più piccola rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo permette di ridurre notevolmente anche il rischio di infezioni della ferita chirurgica nei pazienti trapiantati, che sono spesso diabetici e sottoposti a terapia immunosoppressiva, quindi particolarmente vulnerabili a virus e batteri“. “L’impegno organizzativo del trapianto robotico da cadavere è particolarmente complesso e tecnicamente avanzato perché diversamente dal donatore vivente non è possibile programmare l’intervento, la cui esecuzione dipende da un evento difficilmente prevedibile come il decesso“. “Mentre nel prelievo di organi da cadavere a cuore battente la legge prevede 6 ore per l’accertamento di morte encefalica, nel cuore fermo i tempi sono ulteriormente ridotti dalla necessità di prelevare gli organi fin tanto che la circolazione sanguigna è mantenuta sufficiente a ossigenare i tessuti. Questo è possibile grazie al sistema Ecmo (Extracorporeal Membrane Oxygenation), il supporto vitale extracorporeo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca“. Sono 22 i casi in cui è stata attivata la donazione d’organi a cuore fermo al Careggi, che “oggi è il primo ospedale in Italia per numero di questi interventi e l’unico che dall’ottobre del 2016 ha intrapreso, con la Struttura dedicata alle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei diretta da Adriano Peris, l’applicazione sistematica di questo specifico programma di donazione avviato da circa 2 anni dal Centro nazionale trapianti (Cnt) e dall’Organizzazione toscana trapianti (Ott) con il supporto della Regione“.

La direzione della Aou Careggi in una nota “ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile” il risultato di sette trapianti di rene con chirurgia robotica eseguiti in 48 ore. Gli interventi, si spiega sono stati effettuati, dopo il primo trapianto in Italia, a Careggi nei giorni scorsi, di rene da donatore a cuore fermo con l’impiego del robot chirurgico: in 48 ore sono stati eseguiti altri tre interventi dello stesso tipo e tre trapianti renali da donatore a cuore battente: “Una maratona – dice la direzione di Careggi – per assicurare un buon esito al dono generoso e fragile di vite che si sono inevitabilmente spente lasciando una straordinaria possibilita’ di cura ad altri pazienti”. “Per questo la direzione di Careggi ringrazia innanzi tutto le persone che hanno donato e le loro famiglie ricordando tutti i professionisti sanitari, infermieri e medici che hanno operato contemporaneamente per portare a termine ogni donazione e il relativo trapianto”. “Grazie alla nuova organizzazione che l’Azienda ospedaliero-universitaria fiorentina ha potuto realizzare nell’ultimo anno e’ ora possibile il prelievo e il trapianto di piu’ organi su piu’ pazienti in contemporanea con l’attivazione e il coordinamento in tempi brevi di una notevole quantita’ di figure professionali e di sofisticate attrezzature. In 48 ore sono state attivate simultaneamente 3 sale operatorie e due robot chirurgici per eseguire interventi rapidi e sincronizzati nella costante urgenza di nuovi donatori e nuovi riceventi. L’intenso impegno organizzativo di Careggi – conclude la nota – ha potuto contare sul costante supporto dall’Organizzazione Toscana Trapianti (Ott) e del Centro Nazionale Trapianti (Cnt) che hanno sviluppato con l’Azienda nuovi programmi di donazione, in particolare quello a cuore fermo che ha consentito di estendere in modo rilevante le possibilita’ di trapianto, creando le condizioni per una progressiva riduzione dei pazienti in lista di attesa”.