Uova contaminate: a Parma un convegno sui danni dell’acaro rosso delle galline e sui possibili rimedi

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Si chiama Dermanyssus gallinae, è certamente l’ectoparassita più diffuso negli allevamenti avicoli intensivi in Europa. Si tratta di un acaro rosso che attacca le galline producendo notevoli danni agli animali, alle uova e agli addetti ai lavori. Insetticidi sbagliati – come il recente caso del fipronil che tanta paura ha scatenato quest’estate – possono portare a danni ancora maggiori. Per questo servono controlli serrati e farmaci testati e sicuri, da utilizzare sotto la supervisione di veterinari esperti del settore.

Questi i temi di un convegno che si svolgerà a Parma il 21 settembre prossimo (ore 15, Hotel NH Parma, viale Borsellino 31), al quale parteciperanno esperti e ricercatori di patologia aviare.

Il Dermanyssus – spiega il professor Antonio Camarda, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari – è un acaro di piccole dimensioni diffuso sia negli allevamenti a terra che in quelli in batteria. Questo insetto ha una grande capacità riproduttiva e può raggiungere livelli di infestazione notevoli, tanto che ogni notte ciascun animale può essere attaccato da alcune decine di migliaia di acari. Le ovaiole sono molto infastidite dalla presenza dell’acaro e manifestano un notevole disagio, beccandosi e strappandosi le penne, ma anche producendo uova di dimensioni inferiori e con il guscio fragile o ammalandosi più facilmente. Il Dermanyssus, inoltre, sembra essere coinvolto nella trasmissione e persistenza di alcune malattie infettive come difterovaiolo, salmonellosi, clamidiosi e così via. Per gli operatori addetti al governo degli animali e per gli allevatori che con l’acaro vengono a contatto durante il lavoro in allevamento, la dermanyssosi è una vera e propria patologia professionale che si manifesta con una sindrome di tipo allergico e, nei casi gravi, addirittura con lesioni di tipo eczematoso”.

Contrastare questo acaro è una sfida non semplice. “In allevamento si utilizzano principalmente composti chimici di sintesi, ma è possibile anche ricorrere a sistemi di controllo biologico (polveri di silicio, olii di origine vegetale) o fisico (ad esempio il calore) che però non sempre hanno risposto alle aspettative – sottolinea Camarda – a volte per la difficoltà nell’impiego, altre volte perché Dermanyssus ha sviluppato resistenze che riducono l’efficacia del trattamento”.

Proprio per queste difficoltà a volte ci si affida a farmaci sbagliati, come il fipronil. “Alcuni dei farmaci impiegati per il controllo delle infezioni da Dermanyssus non sono autorizzati per l’impiego nel pollame e il loro uso costituisce un grave pericolo per la salute degli animali ma anche per quella del consumatore – dichiara Camarda -. Questi farmaci, infatti, vengo utilizzati senza controllo e spesso a dosi non corrette o con modalità errate che influenzano efficacia e pericolosità. È infatti documentata l’azione tossica e cancerogena sui tessuti di alcune molecole impiegate illegalmente per il controllo degli insetti infestanti negli allevamenti avicoli intensivi”.

Il controllo delle infestazioni da Dermanyssus gallinae – conclude – deve pertanto avvenire mediante un approccio integrato sotto il coordinamento di medici veterinari esperti del settore e deve prevedere esclusivamente l’impiego di farmaci registrati per l’uso in presenza di animali, che sono sicuri ed efficaci”.