La Florida sta per affrontare l’impatto con l’uragano Irma, il più potente ad essersi formato nell’Atlantico e che ha raso al suolo alcune isole caraibiche. Lungo i due mila chilometri di costa della Florida ci sono oltre 2,7 milioni di case a rischio. L’allarme è alto a Miami e Fort Lauderdale.
Il ciclone rappresenta un test non solo per il governatore Rick Scott, che ha ordinato un’imponente evacuazione, ma anche per i parametri edilizi imposti dopo che lo Stato fu colpito nel 1992 dall’uragano Andrew: rafforzatosi fino alla 5ª categoria 5, provocò 61 morti e danni per oltre 26 miliardi di dollari; distrusse oltre 25.500 case e ne danneggiò altre 101.000.
Successivamente la Florida decise di adottare nel 2002 parametri edilizi considerati tra i più stringenti di tutti gli Stati Uniti, pensati per rafforzare i tetti e le finestre delle abitazioni aumentando la resistenza alla pressione esercitata dai venti. Anche le ispezioni sono diventate più severe.
E’ la prima volta che quei parametri edilizi vengono messi alla prova da una tempesta paragonabile ad Andrew.


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