Uragano Irma: il punto della situazione su danni, vittime e percorso

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L’uragano Irma continua a imperversare in Florida: si contano almeno cinque morti, che vanno a sommarsi alle 27 persone uccise durante il passaggio sui Caraibi.

L’enorme depressione, che copre un’area grande come il Texas, è stata declassata a uragano di 1ª categoria dopo avere effettuato il “landfall” sulla costa occidentale della Florida, con venti a 135km/h. Secondo i dati del National Hurricane Center statunitense, in precedenza Irma aveva oscillato tra la 5ª categoria, la più elevata, e la categoria 2, con venti tra i 240 e i 295 chilometri l’ora.

Nato a fine agosto al largo delle coste africane, l’uragano ha superato il record del tifone Haiyan, che si abbatté nel 2013 sulle Filippine, generando venti di 295 chilometri l’ora per 33 ore consecutive contro le 24 ore di Haiyan.

Il bilancio provvisorio è di 32 morti (10 nelle isole dei Caraibi francesi di Saint-Martin e Saint-Barthélemy, 6 nel territori d’oltremare britannici, 4 nelle isole Vergini americane, 4 nella parte olandese di Saint-Martin, 5 in Florida, 1 a Porto Rico e 1 a Barbuda.

Domenica l’uragano ha colpito in pieno l’isola di Key West nell’estremo sud della Florida con venti a 215 km/h, mentre nel pomeriggio ha toccato terra sulla costa ovest dello Stato.

Oggi l’occhio del ciclone è a circa 40 km a nord est della grande città di Tampa e si ora dirige a nord-nordovest alla velocità di 24 km/h: dovrebbe indebolirsi a tempesta tropicale quando raggiungerà il nord della Florida e il sud della Georgia stasera.

In totale 6,3 milioni di abitanti hanno ricevuto l’ordine di lasciare la Florida: una delle più grandi evacuazioni della storia degli Stati Uniti.

Venerdì Irma ha sfiorato le Bahamas senza provocare perdite umane né gravi danni; sabato si è abbattuto su Cuba con raffiche di 260 km/h: ha “gravemente colpito” le province di Camaguey e Ciego de Avila, secondo le autorità. Sfiorata dall’uragano, la Repubblica Dominicana è stata spazzata da venti di 285 km/h e forti piogge, costringendo all’evacuazione circa 20mila persone.

Giovedì Irma ha effettuato il “landfall” a Porto Rico, con venti a 295 km/h, causando almeno due morti e numerosi blackout: oltre la metà delle utenze sono senza elettricità e molti fiumi sono esondati. Nelle isole Vergini statunitensi le autorità parlano di almeno quattro morti e di gravi danni; nelle isole Vergini britanniche i morti sono stati cinque.

Mercoledì l’uragano ha attraversato l’isola francese di Saint-Barthélemy, poi quella franco-olandese di Saint-Martin, con raffiche di 360 km/h: sono morte dieci persone nella parte francese di Saint-Martin, quattro in quella olandese.

Nell’arcipelago britannico di Anguilla vi sarebbe una vittima. A Barbuda si registra un altro un morto.