Oltre cento prigionieri ad alto rischio sono fuggiti dal carcere su una delle isole Vergini britanniche approfittando dell’uragano Irma. Lo ha detto un sottosegretario di Londra che ha aggiornato a nove il bilancio delle vittime del disastro nel territori britannici. “Abbiamo avuto una grave minaccia di completa violazione della legge e dell’ordine nelle isole Vergini britanniche” ha detto il sottosegretario agli Esteri Alan Duncan.
“I cancelli della prigione sono stati abbattuti, oltre cento detenuti molto pericolosi sono evasi”. Duncan ha detto che i Royal Marines sono intervenuti per risolvere la situazione, ma non ha precisato quanti detenuti siano stati ripresi e quanti siano ancora latitanti. “Abbiamo mantenuto la legalità e l’ordine sulle Isole Vergini britanniche, mentre a un certo punto c’era una drammatica minaccia alla già incresciosa situazione di coloro che erano stati colpiti dall’uragano” ha detto.
Secondo il Daily Telegraph, che cita gli appunti di un consiglio dei ministri filtrati sui media, ci sono ancora 60 detenuti in fuga. “Stiamo lavorando con le autorità di St Lucia e delle isole Vergini britanniche per il trasferimento a St Lucia di 40 detenuti ad alto rischio fuggiti nelle isole Vergini britanniche” secondo gli appunti. Duncan ha detto che in tutto sono morte nove persone in territorio caraibico britannico, cinque nelle isole Vergini e quattro ad Anguilla. In precedenza le autorità avevano parlato di un solo decesso ad Anguilla. La risposta britannica alla catastrofe è stata criticata dagli abitanti delle isole perchè troppo lenta e perchè i locali dopo l’uragano sono rimasti a lungo in balia di violenze e saccheggi. Duncan ha detto di respingere “sinceramente e in toto le critiche”. “Credo che siano ingiustificate” ha detto.
