“Il progresso nella lotta contro la poverta’ e le malattie endemiche e’ possibile, ma non e’ scontato. Meglio non farsi illusioni, soprattutto ora che alcuni Paesi tendono a ridurre il loro impegno: abbiamo fatto molta strada nell’impegno contro l’Aids cosi’ come contro altre malattie endemiche, dalla malaria alla tubercolosi, ma il progresso non e’ inevitabile”. Lo dice Bill Gates, co-fondatore di Microsoft oggi attivo filantropo, in un’ampia intervista al Corriere della Sera.
“Vogliamo che la gente, spesso inconsapevole dei progressi fatti finora, sia meglio informata sui risultati che sono stati raggiunti, ma vogliamo anche incalzare i governi rendendo evidenti le conseguenze di periodi d’inerzia o, addirittura, di un’eventuale ritirata dal fronte del sostegno allo sviluppo fin qui offerto alla parte piu’ povera del pianeta“, spiega a proposito dell’iniziativa di pubblicare un rapporto annuale, di qui al 2030, sullo stato di salute del mondo che verra’ presentata il 19 e 20 settembre a New York durante l’Assemblea annuale delle Nazioni Unite.
“Siamo convinti che un dibattito responsabile basato su dati calcolati con onesta’ sia il mondo migliore per fare progressi. Costruendo su quanto e’ stato realizzato fin qui, a partire dai risultati straordinari ottenuti grazie alla politica delle vaccinazioni”, sottolinea. Gates rileva pero’ che “si sta creando di nuovo una situazione rischiosa per malattie altamente infettive come il morbillo e la pertosse”.
“Abbiamo avuto talmente tanto successo con le vaccinazioni che la gente nei Paesi avanzati non vede piu’ da decenni morti per malattie di questo tipo. Cosi’ e’ facile giungere alla conclusione che, ormai, il rischio e’ zero. Sbagliato e pericoloso”.
