Cancro al seno: la battaglia passa dalla bilancia, speranze dall’antidiabetico metformina

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I chili di troppo alimentano il cancro al seno. Gli scienziati dell’Istituto europeo di oncologia, Ieo di Milano confermano un rapporto causa-effetto fra il sovrappeso e il ‘big killer’ delle donne. In uno studio pubblicato su ‘Cancer Research’, sostenuto dall’Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro, gli studiosi dell’Irccs fondato da Umberto Veronesi scoprono i meccanismi molecolari utilizzati dalle cellule del grasso per provocare il tumore e favorire lo sviluppo di metastasi. Alla sbarra ci sono 2 proteine, Gm-Csf e Mmp9, che ora potranno diventare bersagli terapeutici per nuovi farmaci anticancro. In particolare, il team indica le potenzialità dell’antidiabetico metformina e ricorda alle pazienti che la guerra alla malattia passa anche dalla bilancia: “Controllare il peso è cruciale”.
Il lavoro è firmato dal gruppo guidato da Francesco Bertolini, responsabile del Laboratorio di Ematoncologia dello Ieo. “I dati epidemiologici – spiega l’esperto – concordano nel segnalare che nelle donne sovrappeso il tumore del seno ha un’incidenza maggiore, una prognosi peggiore e un’aumentata resistenza ai farmaci. Per questo abbiamo pensato fosse importante identificare le molecole che regolano l’attività del tessuto adiposo favorevole al tumore. Tali molecole, una volta identificate, potrebbero infatti diventare il bersaglio di nuove terapie anticancro“.
Il nostro studio – riassume Bertolini – dimostra che 2 proteine espresse da cellule tumorali e da cellule del tessuto adiposo hanno un ruolo importante nello sviluppo dei tumori del seno e delle loro metastasi. Si tratta di Gm-Csf (Granulocyte macrophage-colony-stimulating factor) e di Mmp9 (Matrix metallopeptidase 9)“.
In laboratorio – riferisce Francesca Reggiani, prima firma dell’articolo – abbiamo scoperto che entrambe queste proteine sono rilasciate in elevate quantità dalle cellule staminali progenitrici presenti nel tessuto adiposo, quando queste entrano in contatto con le cellule cancerose. Queste cellule progenitrici promuovono la crescita del tumore nel seno e delle metastasi nei polmoni, generando un microambiente ricco di vasi e di cellule che permettono la crescita tumorale. Le proteine prodotte dal tessuto adiposo sono in grado di aumentare la generazione di nuovi vasi, di inibire la risposta immunitaria verso il tumore e di favorire l’invasione nei tessuti circostanti. L’inibizione specifica di queste molecole contrasta efficacemente lo sviluppo del tumore in cellule e animali di laboratorio“.
Abbiamo anche studiato – riprende Bertolini – gli effetti della metformina sulla crescita tumorale nel seno e nelle metastasi. La metformina è un farmaco in uso contro il diabete e studiato per la terapia di alcuni tipi di cancro“, ricorda lo scienziato, e “sapevamo da studi precedenti che riduce l’incidenza del cancro del seno nelle donne diabetiche o con sindrome metabolica. Ora abbiamo scoperto che uno dei meccanismi antitumorali associati a questo farmaco potrebbe essere proprio l’inibizione della produzione di Gm-Csf e Mmp9 da parte delle cellule staminali del tessuto adiposo. Questi nuovi dati sostengono ulteriormente la possibile applicazione clinica della metformina nei pazienti oncologici“.
Considerati insieme a una recente pubblicazione del gruppo americano di Ross Prentice, che dimostra come una dieta a basso contenuto calorico possa prolungare la sopravvivenza delle donne colpite da tumore del seno, “i dati dell’Ieo – commentano dall’Istituto di via Ripamonti – confermano l’importanza del controllo del peso per le pazienti con questa malattia“.