Codacons e imprese presentano la relazione “Sostenibilità sommersa”

Il bilancio di sostenibilità delle aziende è uno strumento dal grandissimo potenziale, ma che in Italia non viene sfruttato ed è ancora avvolto da un velo di mistero che danneggia prima di tutto le stesse imprese tenute alla sua realizzazione e diffusione.
Proprio per fare il punto della situazione in Italia sulla politica sostenibile delle Imprese maggiori, Codacons e Comitas hanno realizzato una ricerca tesa ad analizzare come le imprese abbiano interpretato il bilancio di sostenibilità, le modalità di diffusione al pubblico, quali informazioni emergono da tale documento e la reale utilità per consumatori, collettività e ambiente.
125 tra le principali aziende italiane sono state passate al setaccio, attraverso una minuziosa analisi dei loro bilanci di sostenibilità, confrontata con le esigenze di un campione di 2.500 consumatori e Pmi. Una ricerca da cui emerge – si legge in una nota – come tali bilanci siano conosciuti solo dagli addetti ai lavori, risultando spesso autoreferenziali, prolissi e simili tra loro; assomigliano più a spot pubblicitari e al loro interno le attività sostenibili sono ancora sbilanciate verso interessi che avvantaggiano più le Imprese stesse che i cittadini e l’ambiente; le rendicontazioni sono vaghe e poco confrontabili, le spese dedicate raramente superano lo 0,3% del fatturato.

I dettagli circa i risultati di tale studio verranno resi noti venerdì 6 ottobre, nel corso di una conferenza stampa indetta da Codacons e Centro Studi Comitas, che si terrà alle ore 11 presso lo Stadio di Domiziano a Roma (Via di Tor Sanguigna 3).
All’incontro parteciperanno 50 tra le più grandi aziende italiane (Ferrarelle, Banca Mediolanum, Gruppo Sias, Sisal, Asdomar, Ferrero e Poste Italiane e molte altre) e verranno presentati esempi di “Lettere al Consumatore” per semplificare la conoscenza presso i consumatori dei concetti espressi nei loro bilanci di sostenibilità e qualificare la propria presenza sul mercato sulla base delle esigenze reali dell’utenza.