‘Fotografato’ il primo passo verso la vita complessa

‘Fotografato’ il primo passo verso la vita complessa in uno tra piu’ antichi ecosistemi della Terra, che risale a 540 milioni di anni fa. Nel Nord della Mongolia sono stati ritrovati resti fossili di 17 specie, ognuna con decine e in alcuni casi centinaia di individui: sono tutti microrganismi delle dimensioni di milionesimi di millimetro.

Lo studio realizzato da un gruppo di ricercatori internazionali coordinati dall’universita’ di Yale, e pubblicato dalla rivista Geology, potrebbe gettare nuova luce sulla storia evolutiva delle prime forme di vita unicellulari. Khesen Formation ha ben 540 milioni di anni ed e’ tra i piu’ importanti siti fossili mai scoperti dopo il sito di Doushantuo, nella Cina settentrionale, che risale a 600 milioni di anni fa. Khesen “è stato particolarmente interessante per noi perche’ ha il giusto tipo di rocce – fosforite – che hanno conservato organismi simili a quelli trovati in Cina”, ha spiegato Ross Anderson, primo autore dello studio.

Qui i paleontologi hanno trovato 8 generi e 17 specie di microrganismi fossili, che comprendono decine di centinaia di individui. Molti di loro sono microfossili spinosi chiamati acritarchi, delle dimensioni di milionesimi di millimetro. “Gli acritarchi comparvero circa 1,9 miliardi di anni fa e sono considerati degli organismi unicellulari importanti perche segnano il passaggio dal mondo dei procarioti (organismi unicellulari privi del nucleo) a quello di organismi con una organizzazione cellulare complessa, gli eucarioti”, spiega l’astrobiologa Daniela Billi, dell’universita’ di Roma Tor Vergata.

Gli acritarchi si sono diversificati in specie lentamente tra 1,9 miliardi e 1 miliardo di anni fa, poi piu’ velocemente tra 1 miliardo e 600 milioni di anni fa, e infine con un ritmo eccezionale tra i 600 e i 500 milioni di anni fa. “Questo studio che analizza ben 17 specie diverse di acritarchi – conclude Billi – contribuisce a far luce sull’ultimo atto della storia evolutiva di questi organismi unicellulari eucariotici”.