“”L’emergenza incendi non è finita. Lo stato di massima allerta sul territorio regionale permane. Siamo nella fase emergenziale: i danni e le responsabilita’ li valuteremo in un secondo momento. Sino a quando non arriveranno due belle giornate di pioggia, saremo costretti a continuare a operare con la piu’ grande attenzione e la totale allerta”.
Cosi’ l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Alberto Valmaggia ha aperto le comunicazioni sull’emergenza INCENDI, richieste da Francesca Frediani (M5s) e Roberto Ravello (Fdi) nel Consiglio regionale del 31 ottobre. L’assessore ha ricordato che la situazione climatica di siccita’ perdurante che si prolunga da diversi mesi, fuori da qualsiasi serie storica della meteorologia, crea emergenza su tutto il territorio piemontese.

Valmaggia ha continuato ricordando che dal 10 ottobre e’ stata dichiarata la massima pericolosita’, successivamente si sono verificati molti focolai in diverse province. Sino a oggi sono stati contati ben 135 focolai di incendio e altrettanti interventi in quasi tutte le province del Piemonte, in particolare Cuneo e Torino. Il numero di focolai e’ aumentato nell’ultima settimana. L’organizzazione dei mezzi aerei in Piemonte ha una flotta di 6 elicotteri con un contratto forfettario annuale. Dall’inizio dell’anno e’ stato dichiarato lo stato di massima pericolosita’ per 113 giorni nelle province di Torino, Biella, Vercelli, Novara, Vco e 149 giorni a Cuneo, Asti, Alessandria.
“Eventuali doli saranno verificati dai carabinieri forestali”, ha concluso Valmaggia, ringraziando il personale istituzionale e volontario che in questi venti giorni ha lavorato in modo sinergico, con grande disponibilita’ anche da parte dei sindaci e dei cittadini, che hanno dato un imprescindibile contributo”. Si e’ quindi aperto il dibattito con gli interventi dei consiglieri regionali Frediani ha detto che si sarebbe aspettata una risposta piu’ esauriente: ci sono diversi punti che non appaiono chiari rispetto alle modalita’ di intervento. Tutto questo senza considerare le ripercussioni che lo smantellamento del corpo forestale ha causato.
Di fronte a un dramma come questo, secondo Gariglio, bisogna invece evitare operazioni di sciacallaggio politico da parte di alcuni che invece di operare sul campo, si mettono su internet a criticare chi sta lavorando. Gilberto Pichetto (Fi) ha aggiunto che una serie competenze ce l’hanno anche le Province e le Citta’ metropolitane ma la presidente Appendino e’ stata assente durante tutta la crisi e “ho pensato si fosse dimessa anche lei insieme al suo capo di gabinetto”. Secondo il consigliere sarebbe pero’ stato opportuno l’utilizzo dell’esercito. La Giunta deve chiarire quanto successo e le disfunzioni che ci sono state, anche per guardare avanti. Il Piemonte non puo’ piu’ permettersi d’essere vittima di una situazione per cui chi ha la competenza non e’ stato in grado di gestire appieno l’emergenza. “In ultimo – ha concluso – chiedo che sia svolta relazione in commissione sulle procedure da adottare in momenti come questo”.
Gianluca Vignale (Msn) ha riferito che raramente ha visto cittadini tanto arrabbiati come in questa occasione, per aver percepito una lontananza tra i loro territori e le istituzioni che e’ stata siderale. “Tra i motivi che ci hanno portato a questo, ricordiamo che il 14 ottobre parte della nostra Regione bruciava gia’: bastava vedere le previsioni del tempo per sapere che ci sarebbe stato un vento caldo oltre i 100 chilometri orari. In quel momento si doveva intervenire con la puntualita’ e determinazione che si sono viste soltanto alla fine”.
Federico Valetti (M5s) ha spiegato che alcuni consiglieri sono stati sul campo e non ci sono loro foto che circolano. Altri invece amano fare le passerelle, ma i cittadini non vogliono vedere le istituzioni che fanno passerelle. La settimana scorsa in Consiglio Valmaggia ci diceva che era tutto sotto controllo, ma in val Germanasca era due settimane che assistevamo a INCENDI. “Sapete cosa dicono gli Aib locali? Che mancava il coordinamento delle forze aree”, ha affermato. Si e’ sotto controllo quando e’ tutto spento. Oggi ci sono 2 mila ettari di territorio bruciato.
Poi piste tagliafuoco, tutela delle borgate, un piano regionale che sappia dare delle risposte. Walter Ottria (Mdp) dice che il tema della responsabilita’ e’ un tema complesso, spesso i cittadini sono arrabbiati e lo sono a ragione. E’ indispensabile dopo aver affrontato la fase contingente uscire dalla fase emergenziale, mettere in atto azioni per evitare il ripetersi di queste situazioni. “Dobbiamo inziare a programmare interventi strutturali per mettere in sicurezza il territorio, dobbiamo chiedere risorse al governo”.
Giorgio Bertola (M5s) afferma di aver visto il capogruppo del Pd spazientirsi per le comunicazioni, ma anche l’assessore Valmaggia dire che e’ tutto sotto controllo e sperare nella pioggia. “Nel gennaio 2017 avevo presentato un’interrogazione per chiedere come sarebbero cambiate le politiche di intervento con la riforma della forestale. Ma questo purtroppo non e’ un film, e’ la realta’. Non serve essere allenatori per capire che l’emergenza e’ stata sottovalutata da Chiamparino”.
Chiamparino, invece, non ringrazia “chi ha voluto strumentalizzare a fini biecamente politici una calamita’ che ha colpito la nostra comunita’. Queste accuse vengono indirettamente rivolte a tutti coloro che avete ringraziato, vigili del fuoco, protezione civile eccetera”. Ha ripercorso gli eventi ricordando di aver allertato il ministro degli interni, il nuovo capo della protezione civile e aver immediatamente predisposto tutti gli atti perche’ nessun limite di budget potesse impedire gli interventi. “Per questo, consigliera Porchietto, non ho da chiedere scusa a nessuno”.
Leggere che un ragazzo di 15 anni avrebbe appiccato un fuoco per vedere i vigili in azione, vuol dire che abbiamo un problema sociale grande come una casa. Mauro Campo (M5s) dice che si e’ parlato poco dell’antefatto della situazione creatasi. Era noto che la Forestale fosse stata soppressa e il piano forestale regionale antincendi doveva essere aggiornato, ma non e’ stato fatto. La mancanza di precipitazioni era prevista, cosi’ come la probabilita’ di INCENDI. Il problema, sostiene il consigliere, non e’ stato affrontato con la dovuta attenzione e lungimiranza.
Marco Grimaldi (Sel) afferma che sono questi i momenti in cui il dibattito politico deve essere costruttivo. Da tempo Sel ritiene che la riforma Madia sulla Forestale fosse da ripensare. Quanto all’utilizzo dell’esercito, doveva essere limitato all’incolumita’ delle persone e in secondo luogo non possiamo dimenticare che siamo di fronte al piu’ grande cambiamento climatico al quale si somma la follia dell’uomo. Grimaldi chiede: “Possiamo dire che forse la presenza di esercito e carabinieri avrebbe dissuaso i piromani e sgravato chi stava tentando di contenere gli INCENDI?”.
Diego Sozzani (Fi) tornando all’informativa dell’assessore, il consigliere la ritiene abbastanza lacunosa. Si sarebbe aspettato anche un discorso politico sulla funzione della Protezione civile piemontese: e l’attesa della pioggia sembra quasi un anelito religioso. Ci vuole programmazione e uno spirito diverso da quello di andare in Chiesa e pregare la Madonna che faccia piovere.
Paolo Mighetti (M5s) afferma che si stia facendo confusione. Il problema non e’ tanto l’intervento, ma la mancanza di preparazione preventiva per affrontare un problema che era prevedibile. La situazione del governo del territorio in Italia non ci conse nte nemmeno di fare le cose piu’ semplici. Come informare i cittadini sul sito della Regione, per esempio. Alfredo Monaco (Rc) spiega di aver assistito a scene che giudica surreali, come i cittadini che si lamentano sui media di essere stati dimenticati dai media. Su ogni tema ovviamente ci sono stati tanti emendamenti che chiedevano piu’ risorse, pero’ oggi e’ facile affermare “l’avevamo detto”.
Oggi parliamo d’INCENDI, negli anni scorsi abbiamo parlato di alluvioni. Le scelte devono essere forti quando s’interviene nelle aree boschive. Bisogna essere realisti. Il problema si pone anche per i greti dei fiumi. “Se aspettiamo gli stati di calamita’ non andiamo da nessuna parte”. L’assessore Valmaggia ha concluso spiegando che la replica “sarebbe lunga e avremo occasione di approfondire in ambito di Commissione. Dico solo che l’emergenza non e’ finita ed e’ ancora troppo presto per un conto obiettivo dei danni”.
Il vicepresidente Aldo Reschigna e’ quindi intervenuto per la parte finanziaria, chiarendo che la prospettiva e’ muoversi con i fondi di coesione e si prevedrebbe sostanzialmente di destinare un pezzo per la pulizia fiumi e torrenti e un pezzo alle aree oggetto dell’emergenza INCENDI per riforestazione e manutenzione di quella parte delle montagne con tagliafuoco. Dovremmo anche nei prossimi mesi affrontare il tema dei bacini di accumulo dell’acqua sia per quanto riguarda l’emergenza idrica sia per quanto le difficolta’ di approvvigionamento di queste settimane.”
