Lotta senza frontiere al colesterolo cattivo: va ridotto il più possibile, mentre aumentare quello buono non serve. Lo confermano gli esperti riuniti da oggi al 21 ottobre a Milano per l’XI Congresso annuale Sitecs (Società italiana di terapia clinica e sperimentale) e per il Congresso Regione Lombardia Sisa (Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi).
Gli specialisti ricordano che livelli elevati di colesterolo interessano il 20% degli italiani, uno su 5: in tutto 12 milioni di persone, di cui 2 mln di lombardi e oltre 200 mila milanesi. Il contrordine sul livelli ‘doc’ di colesterolo nel sangue è arrivato l’anno scorso con le nuove Linee guida internazionali: la riduzione dei livelli di colesterolo cattivo Ldl deve essere ‘no limits’, il che significa scendere al di sotto di 100 o 70 mg/dl, con benefici di Salute anche portandolo a livelli minimi, inferiori a 50.
“Contrariamente a quanto si pensava – spiega Alberico Catapano, ordinario all’università degli Studi di Milano – il colesterolo Ldl può essere portato a livelli veramente bassi, soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare elevato. Scendere a valori sotto 50 mg/dl porta a benefici cardiovascolari ulteriori, senza nessun effetto avverso identificabile“. In linea con le nuove indicazioni c’è anche uno studio condotto tra il 2013 e il 2015 su oltre 25 mila pazienti, pubblicato a fine agosto su ‘Lancet’.
“Da queste ricerche – evidenzia Catapano – si ritorna al concetto che il beneficio cardiovascolare nella terapia lipidica proviene dalla riduzione del colesterolo Ldl, e che non ci sono limiti alla sua riduzione e al beneficio”. Quanto al colesterolo buono Hdl, sembra non serva aumentarlo. “I risultati di recenti studi pubblicati su ‘New England Journal of Medicine’ e Jama a fine agosto – prosegue il docente – indicano che si tratta di un indicatore neutro, quindi aumentarlo non apporta benefici”. Più in generale, ammoniscono gli esperti, “bisogna ricordare che il colesterolo rappresenta il primo e più importante fattore di rischio cardiovascolare”.
