L’Istituto superiore di sanita’ (Iss) “sta svolgendo, insieme ad un team multi-istituzionale regionale e territoriale del Veneto, il Piano di sicurezza dell’acqua nella filiera idro-potabile della contaminazione, secondo i criteri di prevenzione sanitaria piu’ avanzati elaborati dall’Oms”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in audizione in commissione Ecomafie parlando dei Pfas (sostanze perfluoroalchiliche, cioe’ inquinanti delle acque in Veneto).
Facendo riferimento alla questione nelle province venete Galletti fa presente che “l’Istituto superiore di sanita’, operando in costante coordinamento con il ministero della Salute, ha coadiuvato e sorvegliato costantemente le misure di analisi e mitigazione di rischio di contaminazione causato dai Pfas in Veneto, ed ha redatto una prima nota informativa finalizzata ad attivare molteplici azioni multidisciplinari” per “garantire la mitigazione sostanziale di ogni esposizione a Pfas della popolazione”, e per “valutare eventuali effetti sulla salute dovuti ad esposizioni pregresse”.
“L’Istituto superiore di sanita’ – prosegue Galletti – ha coinvolto le expertise necessarie, che hanno un ruolo di primo piano nelle valutazioni di rischio a livello internazionale, inclusa la definizione dei valori limite di inquinanti nelle linee guida mondiali dell’Organizzazione mondiale della sanita’ per la qualita’ delle acque potabili, e dei panel dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare-Efsa per contaminanti della catena alimentare. Le attivita’ sviluppate impegnano tuttora l’Istituto. Le valutazioni sono condivise costantemente con Oms, Efsa, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e con la stessa comunita’ Europea”.
