Prostata, testosterone e tumori: i mali dell’uomo che invecchia

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Per incidenza l’iperplasia prostatica è la più diffusa perché è una patologia del maschio legata all’effetto che ha il testosterone su una particolare categoria di cellule che si trovano all’interno della prostata. Queste si trovano stimolate dal testosterone e quindi proliferano“: lo spiega Vincenzo Mirone, segretario generale della Società italiana di urologia, in occasione del 90° Congresso nazionale della Siu in corso a Napoli. Fra i tumori “quello con maggiore incidenza è il cancro della prostata. Secondo i dati dell’Airtum (Associazione italiana Registri tumori), sono 37 mila i nuovi casi all’anno in Italia, con una mortalità intorno al 5% annuo, poco sotto i 6 mila casi. Le cause che determinano queste cifre così elevate derivano dal fatto che gli uomini trascurano la prevenzione non aderiscono a tutte le campagne o comunque non si recano dall’urologo e non fanno nemmeno il prelievo del sangue per il dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico)“. “Se invece si guarda la prevalenza, i numeri sono molto più alti: abbiamo mezzo milione di italiani che hanno avuto o hanno il cancro della prostata. Per chi ha una familiarità, una parentela di primo o secondo grado, il rischio di tumore è 8 volte più alto e in questo caso bisogna fare prevenzione già dai 40-45 anni“. “In particolare al Sud c’è un aumento significativo di incidenza di tumori vescicali, a livello clinico. C’è poi l’ipogonadismo, una patologia da deficit di testosterone: è l’esasperazione di un meccanismo naturale per il quale il maschio tende, con il tempo, ad avere un abbassamento dei livelli di ormone nel sangue. Questo abbassamento è normale, tuttavia in molti soggetti c’è un repentino calo già dopo i 50 anni e questo è dovuto principalmente agli stili di vita, in primis la dieta. Sono soprattutto soggetti ipertesi, obesi e diabetici, e inoltre vanno incontro anche a una piaga sociale che possiamo definire come sindrome metabolica“. “Alzare i livelli di testosterone in maniera controllata in questi soggetti aiuta a uscire dalla sindrome metabolica. L’ipogonadismo associato alla sindrome metabolica è tra le patologie più incidenti nell’uomo dopo i 50 anni, oltre al tumore alla prostata e quello alla vescica“.