Summit “Acqua e Clima”, Mattarella: la risorsa idrica non sia motivo di guerre ma mezzo di sviluppo

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Una gestione sostenibile dell’acqua non può prescindere da un impegno corale e concreto, da una collaborazione internazionale autentica e coordinata. Non più conflitti per l’acqua, ma impegno congiunto affinché contribuisca a garantire a tutti i popoli sviluppo e benessere“: queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di chiusura a Roma del Summit internazionale “Acqua e clima – I più grandi fiumi del mondo a confronto“. “Oggi, una rinnovata cooperazione internazionale a tutela dell’acqua, e un suo equo approvvigionamento, sono esigenze ancora più avvertite. Da una parte la crescita demografica e lo sviluppo economico, spesso associati a livelli di inquinamento molto elevati, hanno accresciuto notevolmente la ‘domanda’ di acqua. Dall’altra, la sfida dei cambiamenti climatici, ha modificato le condizioni per un accesso equo e incondizionato all’acqua“. “Fenomeni di prolungata e ricorrente siccità, così come le sempre più frequenti inondazioni, provocate da fenomeni atmosferici di intensità sconosciuta rispetto a un passato anche recente, mettono quotidianamente a repentaglio la vita e la possibilità di sopravvivenza di intere comunità. Si tratta di una condizione che un tempo riguardava soltanto alcune circoscritte regioni del pianeta e che oggi, invece, accomuna, purtroppo, una parte sempre più consistente della popolazione mondiale“. “La creazione di una autentica ‘rete’ fra tutti coloro che lavorano quotidianamente alla gestione delle acque è importante perché serve a sollecitare le Autorità pubbliche, ad ogni livello di responsabilità, a dedicare ai fiumi risorse sufficienti per compiere gli interventi infrastrutturali che le vie d’acqua periodicamente richiedono. Si tratta di una esigenza che i fenomeni climatici odierni rendono indispensabile. E’ soltanto attraverso un’opera attenta di capillare manutenzione, di interventi programmati, di adeguamento continuo alle mutate circostanze che, per questa indispensabile risorsa, potrà essere garantito un utilizzo continuo e, soprattutto, sicuro in ogni circostanza“. “Si tratta di una sfida che presenta caratteri epocali, analoghi a grandi opere realizzate nei secoli. E occorre uno sguardo di lunga prospettiva. Pensare, infatti di limitarsi a strategie indirizzate a raccogliere i problemi presentati dall’emergenza, significherebbe soltanto aggravare, nel lungo periodo, le difficoltà, incidendo sulla stessa dotazione disponibile di acqua“. “Molte questioni sono poste dagli addensamenti urbani, talvolta cresciuti in modo abnorme. Piegare il sistema idrico al mero soddisfacimento di domande crescenti, siano quelle dell’uso civile, siano quelle dell’uso agricolo, siano quelle della produzione di energia, appare privo di senso. In ogni caso si tratterebbe di una vana rincorsa tra richieste crescenti e risorse in diminuzione. Una soluzione affidata alla crescente realizzazione di ambiti artificiali di raccolta e gestione delle capacità idriche, appare in ogni caso precaria e transitoria, impoverirebbe l’equilibrio del territorio, alterando ulteriormente l’ambiente fluviale, laddove la priorità deve consistere nella riduzione del rischio idrogeologico, nella difesa degli ecosistemi fluviali, anche attraverso la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua“. “Una seconda dimensione, coerente con questa visione, è quella dell’innovazione. Occorre ottimizzare l’uso dell’acqua, mantenendo inalterati gli standard di qualità: si tratta di un equilibrio che può essere raggiunto soltanto dedicando maggiori energie alla ricerca, alla divulgazione di buone pratiche, in un contesto nel quale una rinnovata collaborazione pubblico-privato, con il sostegno degli organismi internazionali qui rappresentati, costituisce certamente una formula valida“. “Occorre, infatti, ottenere risultati concreti nel più breve tempo possibile. La sottoscrizione della ‘Alleanza delle Imprese italiane per l’acqua e il cambiamento climatico’ rappresenta quindi un passo significativo, che potrebbe validamente essere replicato anche in altri contesti“.