“A un anno dalla grande scossa possiamo dire che non dobbiamo attendere nulla per avviare la ricostruzione, sia privata che pubblica”: lo dice, all’ANSA, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, analizzando i quasi 365 giorni trascorsi dal Terremoto del 30 ottobre 2016.
“Dopo un anno abbiamo l’Umbria che sta chiudendo la fase emergenziale ed entro il 2017 concluderemo la fase delle priorita’ che riguardano le persone e le infrastrutture“, aggiunge la presidente, spiegando che “avere tutte le certezze sulle risorse finanziarie e’ di fondamentale importanza: non era mai accaduto prima, in passato ci si era arrivati attraverso varie leggi di stabilita’. E di questo va dato atto al Governo e al Parlamento, che in soli quattro mesi hanno definito l’intero quadro“.
Marini evidenzia poi che “il Terremoto ha molto coinvolto emotivamente il mondo e le istituzioni europee”. “Ne sono una testimonianza – prosegue – il diretto impegno del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, della commissaria europea per le politiche regionale, Corina Cretu, e del Parlamento europeo, a cominciare dal presidente Antonio Tajani. Tutti – dice ancora – sono stati molti attenti e presenti, mettendo in campo risorse che nella storia delle calamita’ naturali non era mai avvenuta in zona Ue“.
Marini ricorda ancora la grande paura subito dopo la scossa del 30 ottobre: “Fu la telefonata dell’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ad annunciarmi che squadre speciali dei vigili del fuoco stavano raggiungendo Norcia e gli altri centri colpiti dal sisma e in quel momento venni assalita dal terrore di dovermi trovare dinanzi a una tragedia che coinvolgeva vite umane“. Poi, nelle ore immediatamente successive alla scossa, “la difficolta’ di decidere che circa 800 persone dovevano essere trasferite altrove”. “Un pensiero va dedicato – conclude Marini – alla macchina dell’emergenza. Una macchina, questa umbra, che e’ stata in grado di garantire sicurezza e risposte efficaci e sulla quale in futuro si dovra’ aprire una riflessione puntuale”.
