La scuola privata Enrique Rebsamen, dove sono morte 29 persone a causa del violento terremoto che ha colpito la capitale messicana due settimane fa, non potra’ riprendere le sue attivita’, mentre la sua direttrice e proprietaria, Monica Garcia, e’ al centro di sospetti ed accuse per la sua presunta responsabilita’ nella strage.
Il ministero dell’Istruzione ha informato che la scuola non riaprira’ per il momento. Secondo denunce diffuse dalla stampa – che hanno portato anche a uno scambio di accuse fra partiti politici – le 29 persone morte nella scuola, delle quali 19 erano bambini, sarebbero state vittime solo indirette della scossa di magnitudo 7,1.
In realta’, da quanto si apprende, il palazzo sarebbe crollato a causa dell’aggiunta di un piano sopra la struttura, dove viveva la stessa Garcia. La procura locale ha convocato la direttrice perche’ fornisca spiegazioni riguardo a queste riforme, effettuate apparentemente senza i necessari controlli, che avrebbero messo in pericolo la stabilita’ del palazzo. Finora, pero’, Garcia non si e’ presentata alla giustizia.
Un gruppo di genitori di allievi ha annunciato che intende denunciare la direttrice per la sua presunta responsabilita’, e l’ha criticata per non essersi occupata di assicurare un appoggio medico e psicologico alle vittime del disastro, allo stesso tempo che inviava reclami alle famiglie per esigere il pagamento delle rette scolastiche e si preoccupava di recuperare la sua lussuosa Mercedes, portata via dalle autorita’ durante le operazioni di soccorso dopo il terremoto.
