“Io credo nello Stato. Per questo quando leggo che un rappresentante dello Stato – in questo caso Simone Pelloni, sindaco di Vignola, cittadina in provincia di Modena – ha usato parole inaccettabili nei confronti di bambini incolpevoli e malati (‘Assurdo che studenti con l’Hiv possano andare a scuola e chi non rispetta l’obbligo vaccinale venga multato’) vengo sopraffatto dall’indignazione”. Lo scrive su Facebook il virologo ‘social’ Roberto Burioni, intervenendo sulle dichiarazioni dell’esponente leghista, stigmatizzate da più parti, con il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che ha chiesto al primo cittadino di scusarsi.
“Un bambino malato di Aids – ricorda l’esperto dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano – è prima di tutto un bambino sfortunato, che sta combattendo contro una grave malattia e che – grazie alle nuove terapie e ai progressi di quella scienza che i somari infamano – non è più condannato a morte. Un bambino malato di Aids non rappresenta in alcun modo un pericolo per altri bambini. L’infezione, a differenza di quanto accade” per esempio “con l’epatite B, non si trasmette con i rapporti sociali. Infine, discriminare o solo immaginare la discriminazione di un bambino infettato da Hiv è quanto di più abietto e ripugnante io possa immaginare. E’ ai miei occhi peggio della discriminazione sulla base del colore della pelle. Perché in questo caso si discrimina un bambino malato, quindi più debole“.
Burioni si augura “che i cittadini di Vignola, soprattutto quelli che hanno votato per questo signore – scrive ancora il virologo – sappiano con la loro indignazione fare capire che simili comportamenti nel nostro Paese non sono tollerati, specie quando provengono da chi ricopre una carica pubblica. Quello che è assurdo non è che i bambini infettati da Hiv possano andare a scuola. Quello che è assurdo è che un sindaco – che dovrebbe essere in prima linea contro le discriminazioni contro i suoi più vulnerabili cittadini – dica queste inaccettabili parole. Dobbiamo combattere insieme: i somari – con la loro arrogante ignoranza e i loro inaccettabili pregiudizi – non prevarranno“.
