Chieti ha perso una decina di posizioni nell’indagine ”Ecosistema Urbano” di Legambiente, passando dal 55esimo posto dell’anno scorso all’attuale 65esimo, ma e’ seconda in Abruzzo per quel che riguarda l’Ambiente Urbano, alle spalle di Pescara, e al secondo posto, dietro Teramo, anche per una raccolta differenziata dei rifiuti pari al 62% ed estesa al 100% delle utenze.
Bene va il capoluogo teatino anche per quel che concerne l’utilizzo di energie rinnovabili e la superficie stradale pedonalizzata grazie alla realizzazione delle zone a traffico limitato in centro storico. La classifica di Legambiente viene elaborata prendendo in esame sei macro aree ovvero aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilita’ e ambiente urbano.
”La classifica generalessriferita all’anno 2016 ? ha spiegato nel corso di una conferenza stampa l’assessore comunale Alessandro Bevilacqua – vede Chieti perdere alcune posizioni rispetto alla graduatoria dello scorso anno ma occorre precisare che gli elementi che hanno concorso a tale risultato riguardanossl’indice di ciclabilita’ e quello, non disponibile, inerente il rilevamento della qualita’ dell’aria da parte delle due centraline fisse che, come tutte le altre presenti in Abruzzo, non sono al momento, funzionanti.
Si sta, infatti, ancora attendendo il finanziamento del Ministero dell’Ambiente per la loro gestione e manutenzione. Quanto all’indice di ciclabilita’ ? aggiunge Bevilacqua – come e’ noto, Chieti non possiede, al momento, piste ciclabili. Va, tuttavia, rimarcato che il Comune si e’ recentemente aggiudicato circa 7 milioni di euro di fondi europei nell’ambito di un progetto sulla sostenibilita’ ambientale, frutto di un articolato percorso che ci consegnera’, entro il 2019, una citta’ piu’ accessibile, piu’ moderna, piu’ fruibile e che prevede, tra l’altro, la realizzazione di piste ciclopedonali, stazioni di bike sharing e di charging hub, l’istallazione di 4 nuove centraline per il rilevamento della qualita’ dell’aria, l’acquisto di bus elettrici o a basse emissioni, azioni queste che incideranno in modo sostanziale sulla qualita’ urbana.
Cio’ che, invece, ci preoccupa – conclude l’assessore – e’ l’elevatissimo consumo di acqua potabile: oltre 200 litri pro capite al giorno rispetto ad una media nazionale di 140 – 150 litri. In tal senso, a breve avvieremo una campagna comunicativa per sensibilizzare i cittadini ad un utilizzo piu’ consapevole di un bene primario qual e’ l’acqua”.
