“Alle 0.30 di mercoledi’ 15 novembre il comandante del sottomarino ci ha informato con una telefonata satellitare di un’infiltrazione d’acqua che ha causato un corto circuito e un principio di incendio (‘fumo senza fiamme’) in un blocco di batterie, precisando che il sottomarino procedeva a navigare senza la batterie di prua e senza alcun problema per il personale a bordo”. Lo ha riferito il portavoce della Marina argentina, Enrique Balbi, ricostruendo la sequenza delle comunicazioni fra il San Juan e il comando operativo.
Lo stesso rapporto, ha aggiunto il portavoce, e’ stato confermato per iscritto cinque ore e mezza dopo (le 6 del mattino), seguendo il protocollo abituale, e alle 7.30, nel suo ultimo contatto con la base di Mar del Plata, attraverso il telefono satellitare, il San Juan ha informato che procedeva a navigare in immersione secondo la rotta tracciata.
Il rapporto confidenziale reso noto dalla stampa di Buenos Aires e’ stato inviato dal comandante dei sottomarini, Claudio Villamide, al comando centrale della Marina alle 8.52 dello stesso giorno, descrivendo la stessa meccanica degli eventi registrati sul San Juan.
