“Il Piano e’ un bel libro sui rischi climatici in Italia, ma il nostro Paese ha bisogno di priorita’ e risorse per aiutare i Comuni a contrastare gli impatti climatici“: lo spiega Legambiente presentando le sue osservazioni al Piano di adattamento e facendo il punto sulla lotta ai cambiamenti climatici. “Il rischio e’ che dopo tre anni di elaborazioni della Strategia e poi del Piano di adattamento al Clima, questa fase si chiuda con l’approvazione di due documenti che non contengono strumenti utili per consentire al nostro Paese di accelerare, come avremmo invece bisogno, nell’azione di adattamento ai cambiamenti climatici,” dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente. “Chiediamo al ministero dell’Ambiente di individuare le priorita’ di intervento, le azioni e le risorse per metterle in campo a partire dai territori piu’ a rischio, gli interventi di prevenzione e di informazione dei cittadini e di definire il quadro delle risorse disponibili, coerentemente con le politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico portate avanti da #Italiasicura“.
“Nell’attuale Piano occorre, in primis, mettere al centro le aree urbane e i Comuni definendo strumenti concreti e incisivi e politiche di riqualificazione urbana, gestione delle acque e mitigazione delle ondate di calore“.


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