“L’eredità del G7 in Giappone arriva in Italia su alcune tematiche estremamente forti e di impatto“: lo ha dichiarato il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, a Milano, in occasione di un incontro organizzato nell’ambito del G7 Salute dalla Fondazione Irccs C. Besta su ‘Innovazione e ricerca per l’invecchiamento in salute’, a Palazzo Lombardia. “Domani apriremo i lavori con l’impatto dei cambiamenti climatici sull’ambiente e gli animali. Il primo fattore che è platealmente sotto gli occhi di tutti è quello demografico. Stiamo assistendo a un invecchiamento della popolazione, una ‘good news’ perché viviamo di più, non solo fra i grandi del mondo ma tra i Paesi emergenti“. “Se noi vediamo i numeri a livello mondiale non dico che ci spaventano ma ci sfidano a dei cambiamenti veloci. È molto facile da comprendere: se noi viviamo di più, dovremo garantire l’equilibrio intergenerazionale e spendere bene la parte di vita che noi guadagniamo. Ci auguriamo di morire lucidi, di arrivare alla nostra vita sani. Pensate invece a quando si vivono gli ultimi vent’anni della vita male“. Importante “la ricerca nella prevenzione, capire il funzionamento dell’invecchiamento e poi la sfida di che cosa facciamo dei nostri sistemi sanitari, che sono stressati oggi e lo saranno sempre di più nei prossimi decenni per reggere questa grossa domanda di Salute. Il tema è riuscire a garantire equità nell’accesso alle terapie dalla prima alla quarta età, in qualsiasi contesto. La ricerca gioca in questo campo un ruolo cruciale paragonabile a quello del mondo energetico. Ragionare per silos nell’organizzazione di società complesse non è anacronistico, ma inutile. Abbiamo bisogno di soluzioni che ahimè non sono semplici, ma complesse. La ricerca ci può aiutare. Come politici ci aspettiamo dalla ricerca che ci permetta di capire il funzionamento dell’invecchiamento e una ricerca che ci aiuti a individuare gli obiettivi dei nostri modelli organizzativi. Non la politica che dà il ‘la’, ma attraverso la ricerca raggiungere gli obiettivi“. “I modelli che abbiamo oggi non funzionano più. Noi siamo all’avanguardia, abbiamo fatto il piano nazionale della cronicità e vogliamo lavorare sull’assistenza domiciliare. Un paziente cronico gestito in ospedale costa 2-3-4.000 euro al giorno, da 200 a 500 euro. Dobbiamo pensare anche alla riorganizzazione delle città, delle case, del trasporto e dei servizi. Nel frattempo, curiamo le persone senza disparità. Spero che riusciremo a dare ancora maggiore impulso sugli investimenti in ricerca, abbiamo bisogno di più investimenti pubblici. Li dobbiamo spostare dove si può creare un volano su settori di grandissima scala“.
G7 Salute, Lorenzin: “Si parte dal focus sull’impatto dei cambiamenti climatici”


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