Indonesia: l’eruzione del vulcano Agung rischia di causare gravi danni al turismo

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L’attività del vulcano Agung, sull’isola indonesiana di Bali, si è ulteriormente intensificata, costringendo alla chiusura il principale aeroporto dell’isola e spingendo migliaia di persone ad abbandonare l’area a rischio. L’eruzione dell’Agung rischia di compromettere l’obiettivo del governo indonesiano di aumentare i flussi turistici entro la fine dell’anno, e di causare danni significativi a un’economia che ha nel turismo uno dei suoi pilastri.

Bali è al centro dei progetti turistici di accoglienza: il governo si era dato l’obiettivo di attrarre 15 milioni di visitatori stranieri nel 2017, contro gli 11.5 milioni dello scorso anno. Bali, da sola, dovrebbe contribuire per il 40% all’obiettivo nazionale.

Le autorità monitorano l’attività dell’Agung sin dallo scorso settembre, ma oggi il vulcano ha prodotto una nube di cenere alta 3.400 metri. Le autorità hanno quindi innalzato al massimo il livello di allerta e ordinato l’evacuazione entro 10 chilometri dal vulcano: una misura che interessa tra le 90 e le 100 mila persone.

L’Agenzia per la Vulcanologia e il contenimento dei disastri geologici indonesiana ritiene che l’attività del vulcano nell’arco degli ultimi mesi, e in particolare la scorsa settimana, possa rappresentare un preludio a una violenta eruzione. Dallo scorso martedì, quando il vulcano alto 3.142 metri ha eruttato per la prima volta una colonna di fumo nero, l’attività sismica e geologica non ha fatto che aumentare, ha spiegato l’agenzia.

Quella di oggi è la prima eruzione di lava dal vulcano dal 1963, quando le esplosioni si erano ripetute per quasi un anno e avevano ucciso più di 1.100 persone. Secondo le autorità, l’analisi degli ultimi parametri non fa pensare che i fenomeni in corso abbiano la stessa forza di allora. Bali è la principale meta turistica dell’Indonesia con un’affluenza annuale di circa 5,4 milioni di visitatori dall’estero, secondo i dati ufficiali. Dal 22 settembre, l’allerta per l’eruzione del vulcano Agung è costata all’industria turistica una cifra pari a più di 1,2 miliardi di euro, hanno stimato le autorità.

L’arcipelago indonesiano si trova nel cosiddetto ‘anello di fuoco’ del Pacifico, zona dalla grande attività sismica e vulcanica, scossa da migliaia di terremoti ogni anno, in maggioranza di scarsa potenza.