Archeologia: ritrovati resti cremati misteriosi, potrebbero essere di Buddha

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In Cina, nella contea di Jingchuan, sono stati rinvenuti i resti umani cremati appartenenti, forse, a Buddha, Siddharta Gautama, famosissimo monaco, filosofo, mistico e asceta, fondatore del Buddismo. Nell’iscrizione trovata accanto al cassone di ceramica contenente i resti, tradotta in inglese nella rivista Chinese Cultural Relics, si legge: “I monaci Yunjiang e Zhiming della scuola Lotus, che appartenevano al tempio Manjusri del monastero di Longxing nella prefettura di Jingzhou, hanno raccolto più di 2000 mezzi di sharira (termine che, nella sua accezione più ampia, indica qualsiasi tipo di reliquia legata all’Illuminato), così come denti e ossa del Buddha, e li hanno seppelliti nella sala Manjusri di questo tempio”. Circa 1000 anni fa, i due monaci avrebbero trascorso 20 anni della loro vita a mettere insieme i resti di Buddham seppellendo il loro tesoro il 22 giugno 1013.

Adesso la sacra collezione sembrerebbe essere stata riportata in luce col ritrovamento, oltre alla tomba del famoso asceta, di 260 statue buddiste a corredo. La scoperta è avvenuta nel corso di scavi cominciati 5 anni fa e non si tratterebbe, in ogni caso, di una novità assoluta dato che i fedeli buddisti venerano, da milenni, due famose reliquie del loro mastro: un dito, situato in Cina, nei pressi di pechino, e un dente, venerato nel tempio di Kandy, nello Sri Lanka.

Secondo la leggenda, alla morte del Buddha il suo corpo venne cremato su una pira in legno di sandalo a Kuusinara, in India ma il dente canino sinistro sarebbe stato recuperato da Arahat Khema che lo affidò al re Brahmadatte. La reliquia divenne non solo proprietà del re ma anche simbolo e base di legittimazione del diritto del re a governare la sua terra tanto che, per assicurarsi il possesso della reliquia, conservata nella città di Dantapuri, furono combattute guerre.